Non è nemmeno mezzanotte e sono già morta di sonno, ma sento di dovere scrivere.
Ieri a quest'ora mi trovavo a Milano al raduno del GDR a cui gioco: Dreamalot.
E già qui mi dovrò fermare. perchè sì, a volte devo delle spiegazioni anche a me stessa ed è meglio farlo nei momenti come ora in cui tutto questo mio riflettere ha senso ed è frutto di un ragionamento logico.
Qualche settimana fa ho incontrato due mie amiche in centro città, mentre ero in un bar con Elena (Itasil) e quando è stato il momento del "come mai vi conoscete?" ho esitato ancora una volta.
Perchè mi vergogno tanto di dire che partecipo ad un gioco online, che conosco persone tramite il mio computer, tramite internet? La colpa è dello stereotipo delle tanto discusse "amicizie virtuali".
Molte, moltissime persone che conosco credono che tutto il conoscersi si limiti a giornate spese dietro ad una banale chat delle tante che si trovano in giro, in cui hai nick e foto e tutto quel che hai da fare è parlare di te stesso col primo sconosciuto che ti capita davanti.
Forse mi vergogno perchè c'è stato un periodo, diversi anni fa, in cui ho provato anche quello, prima di passare ai forum tematici ed infine prima di trovare Lot e scoprire così i Giochi Di Ruolo ed il fantasy in generale. Forse mi vergogno perchè quelle chat, ora, le disprezzo anche io.
Mi viene da ridere a pensare al fatto che ora parli con pochissima gente anche via messenger che è sempre una chat, ma formata almeno da persone che già conosco. E' inutile prendersela, perchè non posso farci niente: non sempre ho voglia di inventare qualcosa da dire a qualcuno, sebbene siano persone che trovo decisamente simpatiche e con cui sto bene. Spesso le amicizie non vanno forzate o alimentate, ma devono essere lasciate alla loro spontaneità.
Ma sto divagando, ritorno al mio discorso sul fatto di conoscere persone online.
Dreamalot è un gioco, vero, un gioco che assorbe parte del mio tempo libero, esattamente come un qualsiasi hobby. Ed è proprio per questo che, come molti altri interessi, è normale che mi porti a conoscere persone che hanno questa mia stessa "passione".
Odio gli stereotipi: ne siamo sommersi e ci ritroviamo a seguirli prima ancora di rendercene conto e prendere così le distanze. Non biasimo le persone che al solo sentire parlare di GDR già usano le parole "malati", "invasati" e "drogati", poichè il mondo fantasy ed esempi famosi scelti spesso dai media per generalizzare ( uno per tutti World Of Warcraft) danno l'idea di dipendenza e assuefazione.
Certamente esistono quelli che lo sono, ma decisamente non è il caso di Lot.
Sono entrata a Lot poco più di due anni fa e da allora ho imparato diverse cose sia sui tipi di GDR, sia sul tipo di persone che ci giocano.
Non sono tutte persone sole e insoddisfatte come credevo, ma sono persone come me a cui piace scrivere, persone con molta fantasia che sfogano i loro sentimenti nella creazione di un personaggio che non ha molto in comune con chi lo muove.
Poi ho conosciuto diverse persone, alcune delle quali sono diventate importanti per la mia vita quotidiana, ed altre che invece costituiscono un contorno allegro e momentaneo che spesso e volentieri mi ha distratto in momenti poco sereni.
Questo non ha nulla a che fare con la dipendenza che un gioco fantastico può creare, niente con le chat scadenti (senza offesa per nessuno) che si trovano in giro.
E in questo week end ho rinnovato ancora una volta la mia opinione positiva su Dreamalot, andando al raduno nazionale insieme a circa altre trecento persone.
Qual è la distanza tra un raduno di Lot ed uno del CISV? Poca a mio parere, perchè in ogni caso lo spezzarsi della routine quotidiana mi dà motivo di respiro, sorattutto se vi trovo persone capaci di darmi il sorriso per diversi giorni.
E' come essere sospesi a mezz'aria, leggeri e fluttuanti tra sorrisi e scherzi riguardo questa irrealtà che è il gioco. Ma quello che rimane dietro è reale e ci mette di più di un semplice gioco a sfumare: calore di tante persone come te, che provano le tue stesse emozioni digitando dei tasti dopo una giornata pesante.
Se tutti quei nickname sono privi di significato e di sentimenti, ai raduni lottiani ci si rende conto di chi ci sia a muovere quei personaggi, ad emozionarsi insieme a te dietro uno schermo.
Perchè Lot, in quanto hobby, è anche questo: sospiri, lacrime e sorrisi.
appuntato da ShinyRose
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lot , determinazione, sorrido