Mutevole inganno
la "semplice" vita di una "normale" ventenne...

la notte dopo il tramonto delle ANTICHE MEMORIE

Perchè in fondo chi scrive lo fa per essere letto, prima o poi. E meglio se da un estraneo.
chi sono
Sono quella che amo e che spesso non sopporto. Sono ed è già abbastanza, no?
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Mi hanno chiamata: Cla, Clacla, Claudi, Shiny, la Bruja, BBC (BadBlackCat), la strega, la caffeinomane, la Miss, Macedonia girl, SchizoClaudia, Competition girl, Discordia, Cinciallegra, l'attaccapezze, Conniguanti, Ciuchina, Robbe de Padova, la Iena, Sailor Mars, la piratessa ù__§ , Nausicaa, micia, Cla88ica, Luna Invernale.

la Piratessa ù__§ by Zeph


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odi et amo
Non apprezzo : La filosofia insegnata a scuola: mai capita. Imparare le cose mnemonicamente senza capire o ragionare. Chi non prova mai a guardare oltre i propri pregiudizi. Fare le cose che mi vengono imposte ed essere dipendente da qualcosa. Sentirmi in trappola e non potere controllare le mie emozioni e le mie lacrime. Stare male e non capire perchè. Chi deve fare sempre e comunque rumore
Amo : Solitamente i miei amici, nonostante spesso mi isoli da loro. Il CISV occasionalmente, viaggiare, scrivere i miei pensieri ovunque capiti. Le rose bianche e la cioccolata bianca. Ridere e sognare ad occhi aperti. Gli angeli,i gatti neri e gli elfi. Elisabetta di Baviera, colei che il mondo ha chiamato Sissi. La luna, mutevole come me. Il silenzio, la notte e la serenità che questa porta...
What I like
I miei libri : Orgoglio e Pregiudizio (Jane Austen); per i libri in lettura più in basso c'è la mia libreria
I miei film : Kill Bill; Il Signore degli Anelli; Mouline Rouge; Shrek; Il diario di Bridget Jones; Il favoloso mondo di Amelie; L'era glaciale
La mia musica : a seconda del periodo...
Ipse dixit




"e nel mio piccolo mondo, quando chiudo gli occhi, sono una rosa splendente"


"la Vita è una ruota che gira: a volte si guarda il cielo, a volte il terreno..."


"La differenza tra una donna ed una ragazzina: tutte e due cercano spesso di essere l'altra."


"Oh no, non giurare sulla luna, sull'incostante luna che ogni mese si muta a meno che il tuo amore sia altrettanto mutevole."



"In fondo chi scrive lo fa per essere letto, primo o poi. E meglio se da un estraneo."


"Fa bene pensare al passato quando il futuro fa paura, pensare che non possa essere spazzato via per un semplice ed improvviso temporale..."


"Perchè piangere a testa alta è una mia prerogativa..."



Me medesima, la mia natura




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lunedì, 05 maggio 2008,ore 00:36

ho 20 anni! °___°'

appuntato da ShinyRose
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categoria : frivolezza, sorrido, giornate di sole
martedì, 19 febbraio 2008,ore 21:45

I am unwritten, can't read my mind, I'm undefined
I'm just beginning, the pen's in my hand, ending unplanned

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else


Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten


(Unwritten di Natasha Bedingfield)

Doveroso postare, o forse ripostare, il testo della canzone che ha accompagnato un mio sogno ad occhi aperti frequente in questi giorni.
Ho sognato di fare un esame orale brillante tanto da strappare al professore di Chimica dei complimenti, oltre a quelli del resto dei presenti. Ovviamente il tutto era accompagnato da questo sottofondo musicale.... un po' come nei film. A chi non capita?
Sembrava impossibile dopo lo scritto realizzarlo, soprattutto dopo avere chiesto un'informazone su un esercizio al prof durante lo svolgimento della prova ed avere ricevuto come risposta un simpatico "Poteva studiare di più".

Un oggi che comincia su un autobus che non riesce ad arrivare nemmeno in centro città per un guasto al motore e che mi costringe a proseguire a piedi fino all'università in compagnia di una giovane donna che mi distrae lungo il tragitto parlando del più e del meno. Incomprensibile come a volte si trovi feeling con persone incontrate per strada, così, nel giro di pochi minuti, in una sorta di strano legame. Potrei cominciare a credere negli angeli custodi se non la vedessi quasi ogni giorno alla fermata del bus.
Un oggi che prosegue interminabile in un'aula del seminterrato di facoltà, insieme ad un compito da 20 con una marea di errori di distrazione e ad una lunga lista di interrogati. L'ansia sale, poi lo stress, mentre cerco di recuperare le ultime forze nel ripasso dagli appunti.
Poi il mio nome e il coraggio di affrontare l'inevitabile si fa sentire. Scaramanzia nel lasciare il libretto rosso sangue nello zaino e poi seduta davanti a Lui e a quel foglio bianco.
Si parte e non mi sento poi tanto impreparata, quelle cose le so tutte. Prima, seconda e terza domanda. Il tempo vola, ma in realtà passa mezzora ed aspetto la domanda successiva, quella su cui sicuramente avrò dei dubbi.

"Signorina le manca una sola cosa.  ..."
"Cosa? O__O "
Ridendo "Il libretto."

La sensazione di avere una faccia decisamente ebete per rimanersene lì fermi. Tremo ancora.
La consegna del libretto e  la registrazione del mio primo voto universitario che vede il mio voto del compito alzarsi di  6  unità: 26.
Non vedo subito il voto: non me ne importa niente dopo gli sforzi fatti per passarlo. E' quello che ne segue che vale a riscattare tutto, a partire dall'esame di per sé, continuando con il test d'ingresso alla facoltà, indietro fino alla maturità coi suoi incubi fino agli anni di liceo col fantasma della prof di greco e latino.
"Lei sa di più di quello che dimostra."

Torno al posto tremante e quasi vinta dalle lacrime di incredula felicità: non posso permettermelo di fronte a quello che è stato il mio ostacolo per mesi. Mi giro ed è proprio come nel sogno, tutti mi sorridono e mi mostrano il pollice sollevato sorridenti, complimentandosi appena possono.

Ora c'è anche la musica, ma se questo è davvero il mio sogno.... NON SVEGLIATEMI.

appuntato da ShinyRose
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categoria : determinazione, sorrido, giornate di sole, duelli, universistando
domenica, 28 ottobre 2007,ore 12:16

Sto bene, sì, decisamente bene.
Sto bene nonostante abbia passato un week end e mezzo a casa malata.

Mi chiedi se sono felice. No, non sono felice.
La felicità è momentanea, la felicità è stata ieri sera appoggiata a te, protetta dal tuo abbraccio, a tentare di racchiudere quella luna piena tra le mie mani, stringendola tra le dita.
Non sono felice, ma sono serena, ed è il massimo che una persona possa ottenere per lungo tempo. Credimi, non è poco.

Mi guardo in foto e allo specchio e mi trovo orribile. Eppure accanto a te non è così. Accanto a te sono una splendida creatura, accanto a te mi sento quasi in colpa col resto del mondo per essere così dannatamente fortunata.

Mi imbarazza incontrare la gente per strada, non so mai cosa dire. Impazzisco e comincio a dire cose a caso, spesso faccio due volte la stessa domanda. Non so perchè, ma mi mette a disagio. Eppure l'unica cosa che mi fa sentire bene è presentarti agli altri. In quello credo di riuscire splendidamente bene.
Ma non dico chi sei, mi limito al nome e all'osservazione degli altri. Non sei un trofeo da esporre, sei una persona, una delle persone alle quali voglio più bene.

La rosa bianca sta sfiorendo, quella che mi hai lasciato fuori dal cancello quando stavo male. Grazie ancora una volta per avere rispettato il mio volere, nonostante ti sia sentito messo da parte.
Sta sfiorendo ma è ancora lì, non ho il coraggio di buttarla, non finchè non avrà perso anche  l'ultimo petalo.
 
Scusa se non riesco a dirti tutte queste cose, scusa se ogni volta che tento di dirle gli occhi mi diventano ancora più lucidi. E alla fine niente, sto zitta.
Ma so che in qualche modo tu puoi sentire tutto questo dentro di me. Lo avverti e basta, sei empatico.
Un giorno riuscirò a parlare senza piangere, un giorno riuscirò a contenere l'emozione nelle parole, senza riversarla in acqua.

Perchè quella che vorrebbe scivolare giù, è emozione

appuntato da ShinyRose
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categoria : flusso, frivolezza, sorrido, giornate di sole, tears in heaven
venerdì, 14 settembre 2007,ore 10:47

la nostra eroina ce l'ha fatta! XD

Ebbenesì sono entrata a Chimica e Tecnologie Farmaceutiche della facoltà di Farmacia dell'Università di Padova!!!

Ok, 114esima su 324 non è male... soprattutto quando i posti disponibili sono 190.  Però... però.

Dato l'impegno messo nello studio mi aspettavo di più, potevo dare decisamente di più.
In fondo speravo almeno nella sessantina di punti su 80... ero abbastanza certa delle risposte date.
Ma adesso sono troppo felice per rimuginare su questo e quindi, per una volta CHISSENE!

Posso spuntare un'altra riga dalla casella Wishlist! :D

appuntato da ShinyRose
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categoria : frivolezza, sorrido, giornate di sole, universistando
giovedì, 06 settembre 2007,ore 15:25

Un giorno leggi un libro, ti risvegli, capisci delle cose che da solo non avresti capito e agisci di conseguenza.
Convivi per mesi con la convinzione di avere fatto la cosa giusta e soprattutto di non volere tornare indietro. Ma non esiste un telecomando per dimenticare di punto in bianco qualcosa, soprattutto se ti ha reso veramente felice e se nell'allontanarsi ti ha lasciato molto dolore.

Un giorno arriva qualcuno e ti spiazza, distruggendo tutte quelle certezze, quella sicurezza, quella decisione costruite nei mesi.
Ti senti confuso, strano, inebetito, profondamente incoerente e insulso per avere fatto qualcosa di insensato.
Poi ascolti una canzone e improvvisamente delle parole restituiscono a tutto un senso fin troppo chiaro...

INFINITO
di Raf

Ironia del destino vuole che
io sia ancora qui a pensare a te
e la mia mente flash
ripetuti attimi vissuti con te
è passato tanto tempo ma
tutto è talmente nitido
così chiaro e limpido
sembra ieri.

Ieri avrei voluto leggere i tuoi pensieri
scrutarne ogni piccolo particolare ed evitare di sbagliare
diventare ogni volta l'uomo ideale
ma quel giorno che mai mi scorderò
mi hai detto non so più se ti amo o no
domani partirò sarà più facile dimenticare dimenticare

e adesso che farai
risposi io non so
quel tuo sguardo poi
lo interpretai
come un addio
senza chiedere perchè
da te mi allontanai
ma ignoravo che
in fondo non sarebbe mai finita.

Teso ero a pezzi ma un sorriso in superfice
nascondeva i segni di ogni cicatrice
nessun dettaglio che nel rivederti
potesse svelare quanto ci ero stato male
4 anni scivolati in fretta e tu
mi piaci come sempre forse anche di più
hai detto so che un controsenso
ma l'amore non è razionalità
non si può capire

ore a parlare poi abbiam fatto l'amore
è stato come morire
prima di partire
potrò mai dimenticare dimenticare.

L'infinito lo sai cos'è irraggiungibile
fine o meta che
rincorrerai per tutta la tua vita
ma adesso che farai
adesso io non so
infiniti noi
so solo che non potrà mai finire
mai ovunque tu sarai
ovunque io sarò
non smetteremo mai
se questo è amore è amore infinito.


appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, sensazioni di un attimo, sorrido, anomali comportamenti, versi poesie e brani, giornate di sole
lunedì, 03 settembre 2007,ore 19:09

Indescrivibile. Il duello tra le due si è concluso. ed a colpi di spada Lei, la Debole, ha messo a tacere la Forte guerriera, che s'è dovuta arrendere dopo un'estenuante sfida.
Sarà giusto chiamarla Debole, poi? Non è forse Lei che sfida il mondo senza corazza gettandosi a capofitto nella mischia consapevole di poter essere ferita a morte?  Non è lei che grida al mondo il suo disperato bisogno di sentimenti sfidando tutto e tutti, pure la sua gemella?

Mi ero ripromessa di tacere, ma come si fa a stare zitti quando si vorrebbe urlare?
E' crollato tutto in pochi istanti: le mie certezze, il mio orgoglio, le mie difese.
Le Immancabili lacrime ci sono state, ancora una volta, esprimendo tutto il caos che si riversava dentro di me in colate di lava incadescente. Tutto, tutto è stato distrutto, niente è stato risparmiato.
Da quelle macerie ancora fumanti è riemerso ciò che era stato sepolto con rabbia e fatica, con dolore e sague, con prepotenza e decisione.
Quanto è bastato? Una mezzora, un'ora?
Incostanza il mio secondo nome, e me lo sono cercato tentando di porre la Ragione a dominio di me stessa. Ragione, Orgoglio, Superbia i miei fidi consiglieri. Cosa non ho gettato via oggi... cosa?
E mentre ancora non me ne rendo conto mi sono buttata attraverso questa nuova porta, apertasi davanti a me all'improvviso, in un gesto disperato di chi è al limite, di chi non trova altro di fronte a sé che un muro su cui sbattere la testa.
Nessuno mi promette che durerà, nessuno mi promette che non dovrò soffrire, ma almeno ho di nuovo in mano i dadi e sono pronta per un nuovo lancio. Non dicono forse tutti che è come un gioco?

Scrivo e ripenso a Lei che mi ha permesso questo nuovo sorriso, Lei che mi ricorda tanto quella Nike bianca di marmo che sta sopra la scrivania. E' esile, leggera, non ha che una sottile veste a difenderla dal mondo, non ha testa né inutili braccia ad appensantirla, ma solo due splendide e candide ali che folte la porteranno in alto: Vittoria.
E Vittoria sarà

appuntato da ShinyRose
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categoria : deliri quotidiani, sorrido, anomali comportamenti, giornate di sole, duelli, minerva e vittoria
domenica, 12 agosto 2007,ore 19:48

Attraversata da una nuova scarica energetica che porta con sè ottimismo. Sono quasi preoccupante, eppure ogni tanto capita anche a me di avere giornate felici nonostante niente si sia adoperato per volgerle al meglio.
Ed eccomi qui con una voglia di esserci crescente, scrivendo di qualcosa forse effimero ma comunque utile per i prossimi momenti neri che probabilmente si pareranno davanti a me nel giro del prossimo mese.

Ho voglia di dare il massimo in tutto, di uscire da questo torpore, da questa sequela di vicende storte che mi perseguitano dall'inizio dell'interminabile 2007.
Non sono ancora caduta nel baratro come temevo e non ho intenzione di farlo ora. Voglio restare in piedi alla faccia delle relazioni andate male, dei risultati scolastici mai arrivati, della nuova visione più cinica di vecchie amicizie, della rivelata opinione di alcune persone su di me.

Sorrido guardando a quel poco guadagnato in questi mesi come ad un piccolo ma preziosissimo tesoro.

Ho voglia di tornare a fare sport per rimettere in sesto il mio povero corpo così maltrattato in questi due anni staticità malsana,
ho voglia di mettermi sotto con lo studio e mostrare a chi ancora non ci crede che sono grande e testarda abbastanza per decidere da sola quel che voglio e riesco a fare,
ho voglia di tenermi strette le persone che non mi hanno mai delusa e di dare più fiducia alle nuove presenze che mi circondano aprendomi quanto basta per non risultare inavvicinabile come dicono,
ho voglia di rimettermi in gioco in campo sentimentale e di riuscire a sognare di nuovo,
ho voglia di raggiungere traguardi che da troppo tempo mi sono prefissata senza mai nemmeno tentare di raggiungerli.
Ho voglia di rifesteggiare il Capodanno 2007 ora, per non buttare mesi e mesi davanti a me nel grigiore del pessimismo dovuto ad un'annata cominciata male.

Ho voglia di sorridere ancora.


[On Air "Unwritten" by Natasha Bendingfield]

Staring at the blank page before you
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So close you can almost taste it
Release your inhibitions
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No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
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Today is where your book begins
The rest is still unwritten.

appuntato da ShinyRose
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categoria : deliri quotidiani, previsioni del tempo, determinazione, frivolezza, sensazioni di un attimo, sorrido, anomali comportamenti, giornate di sole
domenica, 08 luglio 2007,ore 11:09

Una nuova consapevolezza che sta pian piano facendosi strada dentro di me. Da qui in poi non c'è niente di assicurato, dovrò lottare per tutto, anche semplicemente per seguire il percorso di studi che preferisco.
Non che fino ad adesso sia stato una passeggiata, ma lo ritengo un buon trampolino di lancio per il tuffo di testa nel mondo universitario e chissà anche in quello lavorativo.
Ma da ora in poi non sarà un andare avanti sempre e comunque nel bene o nel male, ma sarà una scalata in cui dovrò assolutamente contare su di me, nonostante stia ancora imparando ad avere ambizioni, a ritrovare una fiducia in me stessa. E' brutto quando anche la scuola ce la mette tutta per toglierti gli stimoli.

Ma ora basta, so che ce la posso fare e per ora è meglio che mi riposi prima del grande salto.
Ieri anche l'orale è andato. Per quanto riguarda la tensione, questa si è sciolta subito, tra i sorrisi di alcuni professori e la smorfia indifferente di altri. In quel momento mi sono accorta come nessuno lì volesse il mio male e la mia ostilità potesse essere al massimo  indirizzata contro le materie.
Fin troppo bene la tesina e poi con calma i vari colloqui nelle varie discipline in cui me la sono cavata con un po' di funambolismo.
Non saprei attribuirmi un punteggio, ma non mi interessa e sicuramente quello reale sarà diverso.

Ripenso invece alla sensazione di vuoto che mi ha colpito quando sono uscita dall'aula. Niente più per cui lottare tra quelle quattro mura che improvvisamente sono diventate prive di significato ai miei occhi.
E' stato un risveglio da un mondo, quello liceale, le cui pareti sono in realtà formate da una rete invisibile di emozioni contrastanti e di tensione. Uscirne significa  perdere il contatto con quella fitta trama, liberare la propria carica energetica dal muro di pulsioni studentesche, come sfilare il filo da un maglione senza romperlo, recidendo con un colpo di forbici netto la propria appartenenza a quel luogo.

Pian piano il vuoto si sta trasformando in leggerezza, completamente assaporata ieri sera. Eppure i sogni parlano e parlano in un infinito sussurro di fondo dandomi le visioni delle mie paure e dei miei desideri.
Mi sono svegliata con la pessima sensazione di dovere studiare tantissimo sapendo di non avere tempo. Poi mi sono resa conto che è tutto finito, che ora posso godermi il meritato riposo. Ma ne sarò capace? Credo che ci metterò un attimo a comprendere un passaggio così drastico dallo studio costante ed intenso al più puro ozio e piacere.

Gli altri desideri e paure, per quanto spesso espressi indirettamente tra queste pagine, mi appartengono.
Concludo dicendo che potere parlare del proprio blog alla commissione il giorno dei propri orali è stata davvero una grossa soddisfazione.

Spiccando lentamente il mio volo sorrido

appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, previsioni del tempo, antiche memorie, sensazioni di un attimo, sorrido, giornate di sole, duelli
domenica, 03 giugno 2007,ore 22:42

E' un giorno passato a camminare per Padova scegliendo tutti i miei posti preferiti tra nuvole, vento,  sole e pioggia.

E' ridere e fare gli stupidi in mezzo alla gente nel cuore della città, fregandosene di chi passa, come se ci fossimo solo noi, anche in quel contegno ridicolo dopo aver cercato di scoppiare  tutte le sfere di sapone dello sparabolle.

E' mangiare un gelato senza riuscire a guardarsi in faccia,  parlando di come tenere lontani quei maledetti piccioni che ci inseguono e dei mezzucci per buttarsi l'uno addosso all'altro.

E' cercare disperatamente una panchina libera tra vecchietti rumorosi, parrucchieri improvvisati, tartarughe e pesci orripilanti e  coppiette appolipate.

E' parlare del più e del meno, di tutte le cose che passano per la testa in un istante come in un flusso di coscienza e delle avventure più incredibili.

E' rimanere sotto la pioggia aprendo un ombrello a ripararsi perché si sta troppo bene lì dove si è.

E' un abbraccio di quelli che vorresti ogni giorno, che ti fanno sentire al riparo da qualsiasi cosa, di quelli che ti fanno dimenticare tutto il resto.

E' doversi alzare contro voglia da una panchina scomoda ed usare un solo grande ombrello quando se ne possiedono due.

E' scegliere una pizzeria affidandosi al Destino e considerare subito dopo l'idea di una fuga mai attuata.

E' tenersi per mano ridendo di quello che potrebbero pensare gli altri, parlando di cartoni animati e
canzoni del passato.

E' fare scommesse assurde e minacciarsi a vicenda di cose altrettanto assurde.

E' sfidare la mozzarella filante e bollente di una pizza decisamente buona, rischiando un'ustione di quarto grado.

E' ricevere una rosa quando meno la si sarebbe aspettata e doverla nascondere lungo un ombrello per non
dovere spiegazioni a nessuno.

E' tenersi per mano per strada ed assistere alla performance del Genio di Aladdin cantata e recitata, ritrovandosi coinvolti in piroette improvvise.

E' attraversare la strada nonostante 20 semafori rossi per non essere investiti quando arriva il verde.

E' non volere lasciarsi anche se il treno è già arrivato e aspettare fino all'ultimo prima di staccarsi.

E' rimanere a guardare dal finestrino finché il treno non parte e avere voglia di piangere quando questo succede.

E' allontanarsi da un binario con la sensazione di essere in qualche modo ancora protetti, come se ci fosse una mano sempre posata sulla spalla.

E' non riuscire a smettere di guardare un disegno...




"All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm"

["Enjoy the silence" by Depeche Mode ]



appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, sorrido, giornate di sole
martedì, 08 maggio 2007,ore 23:25

A volte le persone che ti sono accanto ti sorprendono così tanto da farti credere di non averle in realtà mai conosciute davvero...

Compleanno indimenticabile questo... forse ancora più indimenticabile del 18esimo.

Una giornata normalissima, anche troppo se si escludono i soliti e ripetitivi sms di auguri che fanno sorridere, ma niente più. Nemmeno le telefonate nel pomeriggio... solo tanto ma tanto sonno per la notte passata insonne con un gran mal di pancia.
La prospettiva di una serata normalissima tra amiche, cinema e pizza, come facciamo spesso.

Questa volta mi passano a prendere in tre: la Eli, la Sassa e Marty.
Mi presentano il programma della serata: niente cinema, ma si opta per il giro di tutti i locali della città per aperitivi vari finchè non arrivano anche le altre.
E così inizia il tour: prima uno Spritz al Movenbick, poi un Laguna Blu alla Corte del Diavolo dove ci si ferma per cantare una canzone fin troppo nota del passato ("The Reason" degli Hoobastank) con la cannuccia lunghissima del cocktail.
Quindi di nuovo in auto per la prossima tappa ed intanto passa una canzone per radio che mi colpisce e che gli altri conoscono almeno per il ritornello:

"So come on, come on, get it on
Don't know what you're waiting for
Your time is coming don't be late, hey hey
So come on
See the light on your face
Let it shine
Just let it shine
Let it shine.

Stop being so hard on yourself
It's not good for your health
I know that you can change
So clear your head ang come round
You only have to open your eyes
You might just get a big surprise
And it may feel good and you might want to smile, smile, smile."


E poi mi distraggo un attimo e con una scusa stupida do le mani alla mia amica seduta davanti mentre l'altra da dietro improvvisamente mi benda con la sua sciarpa.
Stordita dall'alcool assunto a stomaco vuoto e dallo stupore non oppongo resistenza e lascio che continui ll viaggio in auto senza tentativi di "fuga" o di ribellione alcuna.
Infine arriviamo e mi fanno scendere sempre bendata tra i vari tentativi di farmi andare addosso a piante e  tra i commenti della gente che mi vedeva e divertita commentava qualcosa.

Scale, scale, sempre più su, una porta e poi voci, tante voci, odore di pizza e il legno sotto i miei tacchi: siamo al Lowenbrau, sicuro!
Ma non ci fermiamo, anzi mi invitano a proseguire più rapidamente fino a dun punto del locale dove sento le voci abbassarsi e qualche battito di mani, come l'inizio di applausi.
Finalmente mi viene tolta la sciarpa dagli occhi e lentamente metto a fuoco qualcosa che non avrei mai immaginato di poter trovare davanti a me:
una tavolata da una trentina di persone che mi fissano ridendo.

Rimango per un attimo ferma e confusa senza dire niente e limitandomi ad osservare le persone presenti: amici di famiglia, amici d'infanzia, compagne di scuola, amici del CISV, amici di mio fratello e mio fratello che se la ride compiaciuto.

Ha organizzato tutto lui ed io ancora non riesco a rendermene conto, piangendo commossa per quella enorme sorpresa.
Diffiicle esprimere a parole la serata tra scherzi, risate, riprese, foto, chiacchiere e  regali assurdi che mi hanno fatta davvero ridere.

Aveva ragione in fondo la canzone..... "You only have to open your eyes, you might just get a big surprise and it may feel good and you might want to smile, smile, smile."

[on air: "Shine" by Take That ]



appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, antiche memorie, sorrido, giornate di sole