Mutevole inganno
la "semplice" vita di una "normale" ventenne...

la notte dopo il tramonto delle ANTICHE MEMORIE

Perchè in fondo chi scrive lo fa per essere letto, prima o poi. E meglio se da un estraneo.
chi sono
Sono quella che amo e che spesso non sopporto. Sono ed è già abbastanza, no?
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Mi hanno chiamata: Cla, Clacla, Claudi, Shiny, la Bruja, BBC (BadBlackCat), la strega, la caffeinomane, la Miss, Macedonia girl, SchizoClaudia, Competition girl, Discordia, Cinciallegra, l'attaccapezze, Conniguanti, Ciuchina, Robbe de Padova, la Iena, Sailor Mars, la piratessa ù__§ , Nausicaa, micia, Cla88ica, Luna Invernale.

la Piratessa ù__§ by Zeph


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odi et amo
Non apprezzo : La filosofia insegnata a scuola: mai capita. Imparare le cose mnemonicamente senza capire o ragionare. Chi non prova mai a guardare oltre i propri pregiudizi. Fare le cose che mi vengono imposte ed essere dipendente da qualcosa. Sentirmi in trappola e non potere controllare le mie emozioni e le mie lacrime. Stare male e non capire perchè. Chi deve fare sempre e comunque rumore
Amo : Solitamente i miei amici, nonostante spesso mi isoli da loro. Il CISV occasionalmente, viaggiare, scrivere i miei pensieri ovunque capiti. Le rose bianche e la cioccolata bianca. Ridere e sognare ad occhi aperti. Gli angeli,i gatti neri e gli elfi. Elisabetta di Baviera, colei che il mondo ha chiamato Sissi. La luna, mutevole come me. Il silenzio, la notte e la serenità che questa porta...
What I like
I miei libri : Orgoglio e Pregiudizio (Jane Austen); per i libri in lettura più in basso c'è la mia libreria
I miei film : Kill Bill; Il Signore degli Anelli; Mouline Rouge; Shrek; Il diario di Bridget Jones; Il favoloso mondo di Amelie; L'era glaciale
La mia musica : a seconda del periodo...
Ipse dixit




"e nel mio piccolo mondo, quando chiudo gli occhi, sono una rosa splendente"


"la Vita è una ruota che gira: a volte si guarda il cielo, a volte il terreno..."


"La differenza tra una donna ed una ragazzina: tutte e due cercano spesso di essere l'altra."


"Oh no, non giurare sulla luna, sull'incostante luna che ogni mese si muta a meno che il tuo amore sia altrettanto mutevole."



"In fondo chi scrive lo fa per essere letto, primo o poi. E meglio se da un estraneo."


"Fa bene pensare al passato quando il futuro fa paura, pensare che non possa essere spazzato via per un semplice ed improvviso temporale..."


"Perchè piangere a testa alta è una mia prerogativa..."



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martedì, 19 febbraio 2008,ore 21:45

I am unwritten, can't read my mind, I'm undefined
I'm just beginning, the pen's in my hand, ending unplanned

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else


Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten


(Unwritten di Natasha Bedingfield)

Doveroso postare, o forse ripostare, il testo della canzone che ha accompagnato un mio sogno ad occhi aperti frequente in questi giorni.
Ho sognato di fare un esame orale brillante tanto da strappare al professore di Chimica dei complimenti, oltre a quelli del resto dei presenti. Ovviamente il tutto era accompagnato da questo sottofondo musicale.... un po' come nei film. A chi non capita?
Sembrava impossibile dopo lo scritto realizzarlo, soprattutto dopo avere chiesto un'informazone su un esercizio al prof durante lo svolgimento della prova ed avere ricevuto come risposta un simpatico "Poteva studiare di più".

Un oggi che comincia su un autobus che non riesce ad arrivare nemmeno in centro città per un guasto al motore e che mi costringe a proseguire a piedi fino all'università in compagnia di una giovane donna che mi distrae lungo il tragitto parlando del più e del meno. Incomprensibile come a volte si trovi feeling con persone incontrate per strada, così, nel giro di pochi minuti, in una sorta di strano legame. Potrei cominciare a credere negli angeli custodi se non la vedessi quasi ogni giorno alla fermata del bus.
Un oggi che prosegue interminabile in un'aula del seminterrato di facoltà, insieme ad un compito da 20 con una marea di errori di distrazione e ad una lunga lista di interrogati. L'ansia sale, poi lo stress, mentre cerco di recuperare le ultime forze nel ripasso dagli appunti.
Poi il mio nome e il coraggio di affrontare l'inevitabile si fa sentire. Scaramanzia nel lasciare il libretto rosso sangue nello zaino e poi seduta davanti a Lui e a quel foglio bianco.
Si parte e non mi sento poi tanto impreparata, quelle cose le so tutte. Prima, seconda e terza domanda. Il tempo vola, ma in realtà passa mezzora ed aspetto la domanda successiva, quella su cui sicuramente avrò dei dubbi.

"Signorina le manca una sola cosa.  ..."
"Cosa? O__O "
Ridendo "Il libretto."

La sensazione di avere una faccia decisamente ebete per rimanersene lì fermi. Tremo ancora.
La consegna del libretto e  la registrazione del mio primo voto universitario che vede il mio voto del compito alzarsi di  6  unità: 26.
Non vedo subito il voto: non me ne importa niente dopo gli sforzi fatti per passarlo. E' quello che ne segue che vale a riscattare tutto, a partire dall'esame di per sé, continuando con il test d'ingresso alla facoltà, indietro fino alla maturità coi suoi incubi fino agli anni di liceo col fantasma della prof di greco e latino.
"Lei sa di più di quello che dimostra."

Torno al posto tremante e quasi vinta dalle lacrime di incredula felicità: non posso permettermelo di fronte a quello che è stato il mio ostacolo per mesi. Mi giro ed è proprio come nel sogno, tutti mi sorridono e mi mostrano il pollice sollevato sorridenti, complimentandosi appena possono.

Ora c'è anche la musica, ma se questo è davvero il mio sogno.... NON SVEGLIATEMI.

appuntato da ShinyRose
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categoria : determinazione, sorrido, giornate di sole, duelli, universistando
venerdì, 01 febbraio 2008,ore 19:15

Ed oggi è andato, lo scritto di chimica.
Né così male da disperarsi, perchè riuscire era la mia unica meta senza presunzione alcuna sul voto, né così bene da poter dire di avercela fatta.
Una lotta cominciata mesi fa e che è destinata a continuare... non sono nata genio, sono nata lottatrice.
A chi mi chiede come va rispondo "barcollo ma non mollo" perchè la vera sconfitta sarebbe mollare, appunto, soprattutto se quel che faccio e quel che studio continua a piacermi nonostante l'insoddisfazione di non vedere riconosciuti i miei sforzi.
Sono solo all'inizio, è vero, e forse è troppo dirlo ora; eppure sono convinta che sbattere i denti fin da subito mi servirà in futuro,  oso ancora sperare che un giorno avrò la mia rivincita su chi non mi riteneva all'altezza, su chi non ha mai pagato anche la perdita con il sudore.

Ringrazio tutti quelli che mi stanno spronando ad essere ottimista: li ringrazio ma mi tengo il mio lucido realismo, quello che molti confondo col pessimismo.  Se fossi davvero pessimista non tenterei continuamente, resterei ferma ad aspettare che tutto mi travolga... ma non è così... :)
Vero è che a volte mi lascio prendere dallo sconforto e se non ci fossero loro andrei avanti a piangere per ore con la spossatezza sulle spalle. Per cui ringrazio ancora di più chi capisce e mi supporta ( o forse dovrei dire sOpporta) anche nei momenti di crisi.

Oggi mio padre se ne è uscito con un discorso strano, che da chi non lo conosce potrebbe essere male interpretato, ma so bene cosa voleva dirmi, e forse è stato questo a sorprendermi.
Mi ha parlato dell'importanza di capire se il percorso intrapreso è quello giusto e del coraggio ancor più grande di chi decide di cambiare strada piuttosto che impuntarsi solo per dimostrare la propria coerenza a qualcun altro.
Mi ha parlato dello sconforto e della rabbia nel vedere avanzare altri che prima ci affiancavano, ricordandomi che l'università è una corsa singola, non una maratona.
Mi ha parlato della determinazione che bisogna avere nel seguire i propri obiettivi una volta prefissati, tentando continuamente senza pretendere mai l'umanamente impossibili da noi stessi.
Quante verità che già in parte si sono mostrate in questo poco tempo e che mi fanno capire come in fondo non siamo diversi.

Odia quando piango: è una caratteristica di mia madre, il pianto facile, che non gli è mai andata a genio. Ho fatto una fatica assurda a mantenermi distaccata quel che bastava per evitare le lacrime, fatica accentuata dalla stanchezza e dal sonno perso di questi giorni.
Di sicuro ha intuito il mio sforzo, percependo i tentativi di evitare i suoi occhi coi miei già lucidi. Se solo sapesse quanto mi ha commosso con le sue parole...
Mi sento come Amelie Poulain dal film "Il favoloso mondo di Amelie" quando il padre, cardiologo, le determina una forma anomala di battito cardiaco dovuta ad una malattia, quando lei stessa racconta che era solo l'emzione del contatto paterno, così lontano nel resto della sua vita.


Chissà che un giorno non mi metta anche io a recapitargli foto di un nano da giardino a spasso per il mondo...



appuntato da ShinyRose
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categoria : previsioni del tempo, determinazione, sorrido, duelli, universistando
martedì, 11 settembre 2007,ore 22:18

.... e giochiamocelo.

appuntato da ShinyRose
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categoria : determinazione, tears in heaven, duelli, universistando
lunedì, 03 settembre 2007,ore 19:09

Indescrivibile. Il duello tra le due si è concluso. ed a colpi di spada Lei, la Debole, ha messo a tacere la Forte guerriera, che s'è dovuta arrendere dopo un'estenuante sfida.
Sarà giusto chiamarla Debole, poi? Non è forse Lei che sfida il mondo senza corazza gettandosi a capofitto nella mischia consapevole di poter essere ferita a morte?  Non è lei che grida al mondo il suo disperato bisogno di sentimenti sfidando tutto e tutti, pure la sua gemella?

Mi ero ripromessa di tacere, ma come si fa a stare zitti quando si vorrebbe urlare?
E' crollato tutto in pochi istanti: le mie certezze, il mio orgoglio, le mie difese.
Le Immancabili lacrime ci sono state, ancora una volta, esprimendo tutto il caos che si riversava dentro di me in colate di lava incadescente. Tutto, tutto è stato distrutto, niente è stato risparmiato.
Da quelle macerie ancora fumanti è riemerso ciò che era stato sepolto con rabbia e fatica, con dolore e sague, con prepotenza e decisione.
Quanto è bastato? Una mezzora, un'ora?
Incostanza il mio secondo nome, e me lo sono cercato tentando di porre la Ragione a dominio di me stessa. Ragione, Orgoglio, Superbia i miei fidi consiglieri. Cosa non ho gettato via oggi... cosa?
E mentre ancora non me ne rendo conto mi sono buttata attraverso questa nuova porta, apertasi davanti a me all'improvviso, in un gesto disperato di chi è al limite, di chi non trova altro di fronte a sé che un muro su cui sbattere la testa.
Nessuno mi promette che durerà, nessuno mi promette che non dovrò soffrire, ma almeno ho di nuovo in mano i dadi e sono pronta per un nuovo lancio. Non dicono forse tutti che è come un gioco?

Scrivo e ripenso a Lei che mi ha permesso questo nuovo sorriso, Lei che mi ricorda tanto quella Nike bianca di marmo che sta sopra la scrivania. E' esile, leggera, non ha che una sottile veste a difenderla dal mondo, non ha testa né inutili braccia ad appensantirla, ma solo due splendide e candide ali che folte la porteranno in alto: Vittoria.
E Vittoria sarà

appuntato da ShinyRose
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categoria : deliri quotidiani, sorrido, anomali comportamenti, giornate di sole, duelli, minerva e vittoria
sabato, 01 settembre 2007,ore 15:15

Eccomi qui pronta a raccontare la mia attuale situazione in termini molto spicci e distaccati lasciando per una volta da parte la mia parte tragica e carica di pathos. Ho bisogno di osservare le cose oggettivamente, non di lamentarmi, cosa che già faccio abbondantemente.

Inizio settembre decisamente intenso, ormai è da diverse settimane che mi sono lentamente immersa nei libri in rpeparazione ai test universitari. La settimana scorsa ho cominciato a seguire dei pre corsi di quattro ore al giorno per la durata di due settimane sulle quattro materie della prova: chimica, biologia, matematica e fisica.
Decisamente troppo poco di per sé, e forse è così proprio per testare l'autonomia dei singoli nel studiare da soli il resto. La cosa più piacevole è stata scoprire dell'esistenza di queste lezioni solo il terzo giorno per puro caso.... del genere "noi te l'avveamo detto che all'Università nessuno ti viene a dire niente".
Bene, sono contenta di averlo scoperto in ritardo, ora sono pronta a leggere sempre tutto quello che è riportato sui siti, senza tralasciare gli angoli più angusti ed improbabili.
Immagino che sia un'ulteriore selezione "naturale" per scremare i futuri studenti, anche se personalmente ci trovo del sadico in tutto questo. Ormai ho capito di cavarmela abbastanza coi siti e di riuscire a trovare quasi sempre quel che cerco, talvolta anche di più; ma se penso a quei poveretti che per motivi vari nella loro vita hanno usato solamente il pc di casa, del quale nessuno in famiglia ha mai saputo molto e che, spesso, è stato solo parte dell'arredamento domestico, beh allora mi chiedo cosa ci sia di corretto nel piazzare delle notizie di non indifferente importanza nelle sezioni più marginali.

Grazie al cielo almeno l'Università, intesa come complesso di strutture, non si è rivelata così dedalea come avrei pensato, forse anche grazie alle precedenti "esplorazioni cognitive" con tanto di guida.
E' così che ho imparato a riconoscere l'edificio del DEI prima ancora di sapere cosa esattamente fosse, è così che il primo giorno dei corsi sono arrivata all'ora giusta, nel posto giusto e per la lezione giusta.
Devo ammettere di avere avuto qualche timore nel salire i gradini della Facoltà di Farmacia, proprio davanti al Dipartimento di Fisica.
Se anche ho esitato in quel momento non ho avuto più dubbi una volta dentro: l'aula 1 non è stata di certo difficile da trovare, così come capire se quelle persone fuori stessero aspettando che iniziasse come me.

Ringrazio anche il mio carattere che mi permette di essere disinvolta e risultare quanto meno "simpatica" di primo impatto. Sarà che riesco sempre a rendermi così amabilmente idiota, sarà che non ho pudore nell'andare a rompere le balle alla gente che se ne sta zitta, ferma ed impalata in una posa di marmo, lanciasse anche sguardi fulminanti attorno a sé.
Chiamatela faccia tosta se volete, ma mi mette disagio rimanere sola in un posto nuovo e così simbolicamente grande come credo appaia a tutti l'Università i primi giorni.
E anche se più avanti sarò costretta a guardare come "concorrenti" le persone che mi hanno circondato durante quelle ore, non posso che sperare che la tensione del giorno non spezzi quei così deboli e superficiali legami che si sono creati. Per lo meno avrò qualcuno da stressare con la mia logorrea pre-esame che come al solito devo riversare su almeno un povero mal capitato. Se poi questa mi dovesse aiutare nel crearmi alleanze, tanto meglio.
Ultimamente parlo e scrivo troppo. Sarà il silenzio che mi concedo per le ore di studio che mi spinge a farlo, non lo so... ho come il bisogno di comunicare e mi sento sempre più impossibilitata nel farlo.

Tornando al mio breve ma intenso calendario, informo i gentili lettori che il 4 settembre avrò il test di medicina, il 5 quello di ingegneria chimica ed il 12 settembre quello di CTF (questa strana sigla: che vorrà mai dire? semplicemente chimica e tecnologie farmaceutiche! :P Aderite anche voi all'iniziativa: mettiamo tutto in sigla perchè fa figo!).
Partiamo da medicina: posti 239 (si sono impegnati per permettere al duecentoquarantesimo di potersi rodere a vita). E' praticamente impossibile per me entrarci e, nonosdtante il mio solito pessimismo, questa volta sono estremamante seria e "neutrale" se mi passate il termine. Perchè? Perchè a quanto pare il numero di iscritti al test, ancora da appurare con certezza, si aggira verso i 3000.
Alla faccia del NaHCO3   (leggasi bicarbonato di sodio), direbbero alcuni, ma io, dall'alto del mio atteggiamento stoico, sorrido e penso "dovevo aspettarmelo".
Non voglio aprire lunghe ed inconcludenti parentesi sul perchè della mia convinzione di essere impreparata e non all'altezza degli altri: so che alla fine risulterei poco credibile e in cerca di complimenti, che non è tra i miei scopi mentre scrivo questo post.

Per quanto riguarda ingegneria chimica, qualcuno si starà chiedendo cosa c'entri io con tale facoltà. Effettivamente è un'ottima domanda che continuo ancora a pormi. Mi serviva un corso di laurea con entrata sicura (ricordo che almeno questo test è solo di verifica delle nozioni, e non vincolante) che potesse prepararmi nelle materie del test d'ingresso e magari mi facesse passare alcuni esami di CTF per cambiare facoltà l'anno dopo.
E termino con CTF (questo sconosciuto corso di laurea che si trova sotto la facoltà di farmacia, specialistica a ciclo unico, quindi 5 anni) che da due anni è a numero chiuso e presenta la bellezza di 190 posti.
Dopo aver sentito che molti, se esclusi da medicina, proveranno anche quello il mio pessimismo mi ha messa in guardia sull'ipotesi di insuccesso. E qui non dirò altro, prima di venire lapidata per la poca fiducia che ripongo nelle mie capacità. Non preoccupatevi: un orgoglio ce l'ho ancora e quando arriverò agli ultimi posti nella graduatoria di medicina mi armerò di una nuova e naturale aggressività che mi permetterà di stare più attenta nel fare il nuovo test.
Altra opzione in caso di insuccesso sarebbe andare a fare CTF a Ferrara dove è allegramente ad accesso libero, cosa che non mi risulta troppo gradita, dato che mi costringerebbe ad una vita da pendolare o fuori sede almeno per un anno.

Concludo il tutto con le maledizioni del caso a:
- l'Università di Padova per avere chiuso praticamente tutte le facoltà che l'anno scorso o quello ancora prima erano a numero aperto, comprese biologia, chimica e molte altre belle cose che avrei potuto fare in alternativa per un anno;
- il mese di agosto per non avermi permesso, con la depressione ed il nervosismo che porta (mia personalissima teoria che probabilmente ho già trattato) di essere più produttiva nello studio;
- l'annata '88 per essere stata così dannatamente popolosa e, in aggiunta a questo, sfigata (altra mia personalissima teoria di cui sono sempre più fortemente convinta). E' incredibile la jella che in special modo gli ottantottini si portano dietro!

Ho finito, ho finito.... incrociate le dita per me

appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, previsioni del tempo, frivolezza, sorrido, amaro in bocca, duelli, universistando
mercoledì, 29 agosto 2007,ore 23:08

Torno a scrivere perchè è come una liberazione.
Digito i tasti ed è come se fosse musica quella che esce.
Sono i battiti del mio cuore, sempre più forti quelli che ora si mescolano a "Don't cry" dei Guns n' Roses nelle mie cuffie, una canzone che è un controsenso per me che ho scelto le lacrime come mie compagne di vita.

E alla fine arrivano loro
Sto piangendo da almeno mezzora, forse anche di più, e se anche le ho odiate quando hanno cominciato ad inumidirmi le guance, adesso sono qui a confortarmi con il loro calore.
E non sembrerà più strano a nessuno questo fatto, pensando che le lacrime sono una delle primissime esperienze che facciamo quando veniamo al mondo. L'effetto è quello di una coperta calda che ci avvolge ed intorpidisce, inducendoci al sonno sfinendoci, soffocandoci col suo caloroso abbraccio.
Le lacrime annebbiano il cervello, offuscano la vista impedendoci di pensare e di vedere forse propro per farci smettere di soffrire.
E' per questo che se lasci un bambino piangere continuerà finchè ne ha da versare? Non sono forse la fonte di consolazione più grande? Mi sto perdendo... torno a me.

Quando tutto ebbe inizio
Giornata decisamente singolare ed ora sono sfinita. Vorrei studiare ma ho gli occhi velati ed a stento leggo il monitor. E' tutto partito dall'Università. Chi l'avrebbe mai detto che avrei dovuto combattere prima ancora di cominciare? Sarà una lunga, durissima battaglia e prima che me ne accorgessi ha già avuto inizio.
Mi ricordo quando tre anni fa tornavo esausta dagli allenamenti di pallavolo, così esausta che cominciavo ad accumulare tante sciocchezze nella mia testa tutte insieme. Mangiavo in silenzio la cena, da sola, piangendo.
A volte era la scuola il problema, raramente una delle uniche due persone che in cinque anni mi siano piaciute, a volte semplicemente era il futuro a spaventarmi.
Ricordo che una volta tornai a casa e scoppiai in lacrime perchè non avevo la più pallida idea di quello che avrei voluto fare all'università, come se allora avessi potuto anche solo immaginare cosa alla fine ho scelto... o forse sì, vagamente avrei potuto.

L'inizio di una nuova lotta
Ormai le scelte sono state fatte, mi mancano "solo" i test d'accesso.
Una battaglia solo arrivare fino alla fine di questa giornata. Sono sopravvissuta, posso andare avanti con la consapevolezza di oggi, un mattoncino in più sulle mie spalle.
Scelta liberissima: non sono stata condizionata da niente e da nessuno: né da parenti serpenti, né da amicizie, nemmeno dai miei genitori.
Già...  i miei genitori.
Mia madre, mai laureata, il cui unico parere che abbia mai saputo darmi sulla mia scelta universitaria ho dovuto apprenderlo mentre ne parlava con un'amica. Per lei chi esce da un classico non ha alcun futuro se non giurisprudenza e davvero non sa perché, al tempo di scegliere la scuola superiore, mio padre abbia tanto insistito per farmi prendere quella strada.

La prima battaglia: Mio padre
Mio padre: laureato in medicina con alle spalle anche due specializzazioni. Qualcuno che dovrebbe saperne insomma. Eppure dopo i mesi che ho passato nei dubbi solo oggi sono riuscita a farmi dare tutto il suo pensiero a riguardo... ormai troppo tardi.
L'unica volta in cui seriamente ne abbiamo parlato e in cui ho esposto la mia decisione di fare medicina sono stata trattata come una bambina a cui non si devono spiegazioni come se non potesse comprendere. Non fare medicina: non un divieto, un consiglio così netto e dato con un tono così duro che nessuno avrebbe scelto al mio posto quella facoltà se non per una forte determinazione ed un violento desiderio di ripicca. Ammetto che è subentrata anche quella nella scelta, a ripensarci me ne convinco.
Questa sera la scena è stata simile, sebbene fino ad ora l'argomento sia stato sorvolato o evitato accuratamente da tutti meno che da mio fratello che non ringrazierò mai abbastanza per avere sempre fatto da intermediario.
Premettendo che di per sé non è stata una giornata allegra dopo le notizie ricevute sui test d'ammissione e dopo il tentativo di studio prolungato, quando a cena è saltata fuori una battuta di mio padre sul mio futuro da giornalista, suscettibile riguardo questo argomento sono scattata con una risposta piuttosto decisa se non nelle ultime parole per la voce rotta dalle lacrime che stavano arrivando, come sempre capita quando mi agito per la rabbia.
Detesta quando piango, mi ha sempre disprezzata quando lo facevo e continua a farlo anche ora. Non capisce che non sono per forza segno di debolezza, non capisce che è un segno della mia ribellione a lui, un senso così forte di determinazione nei suoi confronti da smuovere quello che in me c'è di più profondo?
Evidentemente no, perchè basta che mi si spezzi la voce che partono gli insulti, gli incoraggiamenti a piangere come un'immatura bambinetta con cui non si può parlare.
Evidentemente è lui l'unico a non comprendere, perchè se io me ne vado immediatamente per non litigarci, mia madre e mio fratello spesso non stanno zitti nei suoi confronti, sottolineando il suo modo di comportarsi scorretto verso di me.

Lo scontro di sangue
Questo l'incipit. Potrei parlare della discussione a tre che hanno avuto e che stando esattamente al piano di sopra mi è arrivata come uni scoppio confuso di voci concitate.
Potrei parlare meglio di quella a due che hanno avuto mio padre e mio fratello. Questa sono riuscita ad apprenderla a  tratti da quando si sono spostati in corridoio. Non avrei messo l'orecchio sulla porta per origliare se quelle cose, che mio padre spiegava con tanto animo a mio fratello, non avessero dovuto essere indirizzate a me.  Non è mai riuscito a dirmele così le cose.... non a me.
Mi chiedo spesso perchè con mio padre ci sia questo strano rapporto, così simile all'odio-amore, che non ci permette di vivere tra noi pacifici a lungo. A volte sembra quasi che non ci sia un rapporto tanta è la freddezza dei modi tra noi. Ma in tutto questo atteggiamento non può non ricordarmi così bene me stessa.
Siamo così simili da non riuscire a convivere.
Finita la loro conversazione mio fratello è venuto in camera mia e pazientemente mi ha spiegato alcune cose, molte delle quali ero ancora troppo agitata per riprendere in mano con calma razionalità, forse invasa dalla furia della mia battaglia.
Ovviamente mio padre, nella stanza a fianco, stava ascoltando tutto esattamente come avevo fatto io poco prima con loro. Tra noi è sempre così, ci serve un messaggero che putroppo in qualche modo deve subire il caratteraccio di entrambi.
Ed esattamente come accade a me quando sento qualcosa che mi fa scattare e non riescono a fermarmi, anche lui è entrato in camera mia di colpo, nel mezzo del nostro ragionamento.
Se l'entrata è stata brusca le sue parole, però, non lo sono state, stemperate dall'affanno di quelle già riversate a mio fratello.

L'esito
Mi ha spiegato tutto: il suo non volere condizionarmi, ma il suo semplice ammonirmi sulle difficoltà, il suo semplice ostacolarmi per  il mio bene, sperando sempre di venire smentito dalle mie azioni e dai fatti. Si è dichiarato il più felice dei padri, qualora passassi  il test di medicina.
Ma il suo messaggio è stato chiaro: non importa quale laurea io scelga di seguire, l'importante è che la porti a termine brevemente per avere qualcosa tra le mani di concreto per poi concedermi il lusso di sfidare la mia determinazione con cose più impegnative come medicina. Non mi ha posto limiti di tempo, né di denaro, vuole solo che mi goda la vita finchè posso farlo, scegliendo vie più semplici che diano modesti ma sicuri risultati per poi decidere razionalmente e senza fretta cosa farne del tempo che mi resta.
Se solo mi avesse detto tutto da subito forse non avrei tentennato scegliendo in alcuni casi in modo sconveniente, ed avrei seguito il suo consiglio,
E forse parte di quello che mi ha detto di me è proprio vero: sono ancora così incerta su me stessa, forse proprio per il percorso di studi così vario che mi è passato tra le mani.
Ma non è ancora il tempo di pentirsi di niente. Posso pentirmi solo per le scelte che ho fatto quali misure di sicurezza nel caso i miei piani venissero scombinati.
Non avrò grossa preparazione in campo scientifico dopo un liceo classico, è vero, ma mi porto dietro un piccolo tesoro:
uno spirito di adattamento al caso e numerose risorse.


[On Air: Don't cry dei Guns 'N Roses

appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, antiche memorie, amaro in bocca, tears in heaven, duelli, universistando
venerdì, 20 luglio 2007,ore 00:03

Stupida, stupidamente umana, umanamente fragile.
Sogno, oh sì, caro lettore, sogno ancora.
Sogno quando dormo, ma più spesso ad occhi aperti, soprattutto quando è un fastidioso cuore che batte dentro il mio petto.
Perchè un sorriso, una carezza, uno sguardo trovano sempre spazio dentro di me, raccogliendosi in un angolo appartato del mio corpo ed insdiandocisi, nidificando finchè i tempi non sono maturi per poi dare libero sfogo a momenti di pura irrazionalità.
Controllano i battiti del mio cuore e li stravolgono condizionando tutto quello che c'è dentro e in qualche modo anche quello che c'è fuori.
Stupida, stupida umanità, chi ti ha mai cercata? Chi ti ha mai voluta?
La Debole sta vincendo sulla Forte che cerca ancora di combattere. Ma questa volta la fragile, la delicata usa una vecchia arma: il sogno, l'illusione, la fantasia, l'idealizzazione.
Un momento di distrazione e la Forte si è trovata in svantaggio. L'avresti mai detto caro lettore?
Vedremo chi la spunterà... oh sì, lo vedremo.

Nel fratempo cercherò il modo per avere accesso alla gabbia dorata del cuore per poterlo agguantare e buttare giù da un pozzo oscuro, così che non torni mai più a galla, che non mi tormenti con i suoi stupidi battiti, musica ripetitiva e ossessionante.
Perchè sì, caro lettore, questa sta diventando un'ossessione.

appuntato da ShinyRose
Permalink | commenti (3) | commenti (3)(popup)
categoria : alter ego, deliri quotidiani, flusso, anomali comportamenti, duelli, minerva e vittoria
domenica, 08 luglio 2007,ore 11:09

Una nuova consapevolezza che sta pian piano facendosi strada dentro di me. Da qui in poi non c'è niente di assicurato, dovrò lottare per tutto, anche semplicemente per seguire il percorso di studi che preferisco.
Non che fino ad adesso sia stato una passeggiata, ma lo ritengo un buon trampolino di lancio per il tuffo di testa nel mondo universitario e chissà anche in quello lavorativo.
Ma da ora in poi non sarà un andare avanti sempre e comunque nel bene o nel male, ma sarà una scalata in cui dovrò assolutamente contare su di me, nonostante stia ancora imparando ad avere ambizioni, a ritrovare una fiducia in me stessa. E' brutto quando anche la scuola ce la mette tutta per toglierti gli stimoli.

Ma ora basta, so che ce la posso fare e per ora è meglio che mi riposi prima del grande salto.
Ieri anche l'orale è andato. Per quanto riguarda la tensione, questa si è sciolta subito, tra i sorrisi di alcuni professori e la smorfia indifferente di altri. In quel momento mi sono accorta come nessuno lì volesse il mio male e la mia ostilità potesse essere al massimo  indirizzata contro le materie.
Fin troppo bene la tesina e poi con calma i vari colloqui nelle varie discipline in cui me la sono cavata con un po' di funambolismo.
Non saprei attribuirmi un punteggio, ma non mi interessa e sicuramente quello reale sarà diverso.

Ripenso invece alla sensazione di vuoto che mi ha colpito quando sono uscita dall'aula. Niente più per cui lottare tra quelle quattro mura che improvvisamente sono diventate prive di significato ai miei occhi.
E' stato un risveglio da un mondo, quello liceale, le cui pareti sono in realtà formate da una rete invisibile di emozioni contrastanti e di tensione. Uscirne significa  perdere il contatto con quella fitta trama, liberare la propria carica energetica dal muro di pulsioni studentesche, come sfilare il filo da un maglione senza romperlo, recidendo con un colpo di forbici netto la propria appartenenza a quel luogo.

Pian piano il vuoto si sta trasformando in leggerezza, completamente assaporata ieri sera. Eppure i sogni parlano e parlano in un infinito sussurro di fondo dandomi le visioni delle mie paure e dei miei desideri.
Mi sono svegliata con la pessima sensazione di dovere studiare tantissimo sapendo di non avere tempo. Poi mi sono resa conto che è tutto finito, che ora posso godermi il meritato riposo. Ma ne sarò capace? Credo che ci metterò un attimo a comprendere un passaggio così drastico dallo studio costante ed intenso al più puro ozio e piacere.

Gli altri desideri e paure, per quanto spesso espressi indirettamente tra queste pagine, mi appartengono.
Concludo dicendo che potere parlare del proprio blog alla commissione il giorno dei propri orali è stata davvero una grossa soddisfazione.

Spiccando lentamente il mio volo sorrido

appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, previsioni del tempo, antiche memorie, sensazioni di un attimo, sorrido, giornate di sole, duelli
venerdì, 06 luglio 2007,ore 23:09

Contro ogni aspettativa, anche mia, riapro ora il blog. Non è il momento di nascondersi, no.
Sono arrivata fino a qui tra alti e bassi, ma sono fiera di avere raggiunto questa meta, anche se questo ha comportato un dolore lacerante.
E domani rinascerò un'altra volta. E' ora che le due si uniscano perchè avrò bisogno di entrambe.
Mi lascerò indietro tutto questo periodo, tenendo solo le poche cose belle, così preziose stelle nell'oscurità fredda della notte. 
Tornerò a splendere, comunque vada, come non faccio da troppo tempo. E lo farò diversamente dal solito, alla faccia di tutti quelli che si sono fatti opinioni sbagliate di me, giudicandomi in base alla superficie delle cose.
Questo pensatoio è solo una parte della mia essenza quotidiana. L'altra parte è quella che mi porto dietro ogni giorno, che indosso sul mio viso, nella mia voce, nella mia espressione, nelle mie parole, siano anche tutte queste forzate.
I miei difetti... porterò dietro anche quelli. Perchè piangere a testa alta è una mia prerogativa.

Domani 07/07/07 rinascerò un'altra volta e non sarà più il tempo di nascondersi.


[On Air: "Rose" by Anna inspi' Nana]

appuntato da ShinyRose
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categoria : deliri quotidiani, flusso, determinazione, sensazioni di un attimo, sorrido, anomali comportamenti, duelli