Mutevole inganno
la "semplice" vita di una "normale" ventenne...

la notte dopo il tramonto delle ANTICHE MEMORIE

Perchè in fondo chi scrive lo fa per essere letto, prima o poi. E meglio se da un estraneo.
chi sono
Sono quella che amo e che spesso non sopporto. Sono ed è già abbastanza, no?
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Mi hanno chiamata: Cla, Clacla, Claudi, Shiny, la Bruja, BBC (BadBlackCat), la strega, la caffeinomane, la Miss, Macedonia girl, SchizoClaudia, Competition girl, Discordia, Cinciallegra, l'attaccapezze, Conniguanti, Ciuchina, Robbe de Padova, la Iena, Sailor Mars, la piratessa ù__§ , Nausicaa, micia, Cla88ica, Luna Invernale.

la Piratessa ù__§ by Zeph


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odi et amo
Non apprezzo : La filosofia insegnata a scuola: mai capita. Imparare le cose mnemonicamente senza capire o ragionare. Chi non prova mai a guardare oltre i propri pregiudizi. Fare le cose che mi vengono imposte ed essere dipendente da qualcosa. Sentirmi in trappola e non potere controllare le mie emozioni e le mie lacrime. Stare male e non capire perchè. Chi deve fare sempre e comunque rumore
Amo : Solitamente i miei amici, nonostante spesso mi isoli da loro. Il CISV occasionalmente, viaggiare, scrivere i miei pensieri ovunque capiti. Le rose bianche e la cioccolata bianca. Ridere e sognare ad occhi aperti. Gli angeli,i gatti neri e gli elfi. Elisabetta di Baviera, colei che il mondo ha chiamato Sissi. La luna, mutevole come me. Il silenzio, la notte e la serenità che questa porta...
What I like
I miei libri : Orgoglio e Pregiudizio (Jane Austen); per i libri in lettura più in basso c'è la mia libreria
I miei film : Kill Bill; Il Signore degli Anelli; Mouline Rouge; Shrek; Il diario di Bridget Jones; Il favoloso mondo di Amelie; L'era glaciale
La mia musica : a seconda del periodo...
Ipse dixit




"e nel mio piccolo mondo, quando chiudo gli occhi, sono una rosa splendente"


"la Vita è una ruota che gira: a volte si guarda il cielo, a volte il terreno..."


"La differenza tra una donna ed una ragazzina: tutte e due cercano spesso di essere l'altra."


"Oh no, non giurare sulla luna, sull'incostante luna che ogni mese si muta a meno che il tuo amore sia altrettanto mutevole."



"In fondo chi scrive lo fa per essere letto, primo o poi. E meglio se da un estraneo."


"Fa bene pensare al passato quando il futuro fa paura, pensare che non possa essere spazzato via per un semplice ed improvviso temporale..."


"Perchè piangere a testa alta è una mia prerogativa..."



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lunedì, 31 marzo 2008,ore 23:14

E' un periodo un po' strano. Si vede vero?
Un periodo in cui non mi sembra di starcela facendo, in cui mi sento troppo distante dal livello a cui dovrei essere.

Mi vedo ingrassare ma non capisco se stia accadendo davvero o se sia la mia mente contorta a farmi vedere così. Rinnego ogni forma di sport: non sento la mancanza dei muscoli di prima che mi pompavano troppo le gambe, ed ora ho il terrore di poterli riacquistare. Ricordo ancora quando anni fa, andando a fare shopping con mia madre, piansi in camerino trovandomi grassa per la mia taglia 42, che decisamente stonava con la mia vita sottile e col mio petto senza forme.
Non voglio più piangere nei camerini, almeno non per la mia taglia, l'unica cosa che a quanto pare posso controllare.

Alterno momenti in cui perfeziono il trucco sperimentando questa nuova forma artistica e creativa, e momenti in cui mi lavo la faccia ed esco così, come sono, mandando a quel paese il mondo e la legge che mi impone di essere guardabile solo truccata.
Poco importa che in queste occasioni mi abbiano già dato tre volte della quindicenne. Non mi sento affatto una quindicenne, non come molte di quelle fatte in serie di oggi, più navigate di me per certi versi e tanto più stupide per altri.

Io ci sto provando a stare dietro a tutto. Sono tutti più bravi di me, a quanto pare, in ogni cosa. Buon per voi, che non sembrate essere capaci d'altro che esaltarvi, glorificandovi dall'alto. Io vivrò la mia inferiorità basandomi sui miei sforzi, consapevole di non lasciarmi andare, almeno questa volta.

Perchè se sono uscita dal buio della mia adolescenza è stato merito mio. Perchè se una volta sono caduta nel baratro più oscuro ora ho imparato a starne lontana. Perchè se ora ho un periodo nero, lo vivo più coscientemente, aggrappandomi con le unghie.

Sanguino ancora ed il desiderio di sparire tornerà sempre a farmi visita puntualmente. Ma, anche se alcuni ritocchi li farei, non odierò me stessa, di questo non ne sono più capace.

appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, antiche memorie, sensazioni di un attimo, anomali comportamenti
mercoledì, 29 agosto 2007,ore 23:08

Torno a scrivere perchè è come una liberazione.
Digito i tasti ed è come se fosse musica quella che esce.
Sono i battiti del mio cuore, sempre più forti quelli che ora si mescolano a "Don't cry" dei Guns n' Roses nelle mie cuffie, una canzone che è un controsenso per me che ho scelto le lacrime come mie compagne di vita.

E alla fine arrivano loro
Sto piangendo da almeno mezzora, forse anche di più, e se anche le ho odiate quando hanno cominciato ad inumidirmi le guance, adesso sono qui a confortarmi con il loro calore.
E non sembrerà più strano a nessuno questo fatto, pensando che le lacrime sono una delle primissime esperienze che facciamo quando veniamo al mondo. L'effetto è quello di una coperta calda che ci avvolge ed intorpidisce, inducendoci al sonno sfinendoci, soffocandoci col suo caloroso abbraccio.
Le lacrime annebbiano il cervello, offuscano la vista impedendoci di pensare e di vedere forse propro per farci smettere di soffrire.
E' per questo che se lasci un bambino piangere continuerà finchè ne ha da versare? Non sono forse la fonte di consolazione più grande? Mi sto perdendo... torno a me.

Quando tutto ebbe inizio
Giornata decisamente singolare ed ora sono sfinita. Vorrei studiare ma ho gli occhi velati ed a stento leggo il monitor. E' tutto partito dall'Università. Chi l'avrebbe mai detto che avrei dovuto combattere prima ancora di cominciare? Sarà una lunga, durissima battaglia e prima che me ne accorgessi ha già avuto inizio.
Mi ricordo quando tre anni fa tornavo esausta dagli allenamenti di pallavolo, così esausta che cominciavo ad accumulare tante sciocchezze nella mia testa tutte insieme. Mangiavo in silenzio la cena, da sola, piangendo.
A volte era la scuola il problema, raramente una delle uniche due persone che in cinque anni mi siano piaciute, a volte semplicemente era il futuro a spaventarmi.
Ricordo che una volta tornai a casa e scoppiai in lacrime perchè non avevo la più pallida idea di quello che avrei voluto fare all'università, come se allora avessi potuto anche solo immaginare cosa alla fine ho scelto... o forse sì, vagamente avrei potuto.

L'inizio di una nuova lotta
Ormai le scelte sono state fatte, mi mancano "solo" i test d'accesso.
Una battaglia solo arrivare fino alla fine di questa giornata. Sono sopravvissuta, posso andare avanti con la consapevolezza di oggi, un mattoncino in più sulle mie spalle.
Scelta liberissima: non sono stata condizionata da niente e da nessuno: né da parenti serpenti, né da amicizie, nemmeno dai miei genitori.
Già...  i miei genitori.
Mia madre, mai laureata, il cui unico parere che abbia mai saputo darmi sulla mia scelta universitaria ho dovuto apprenderlo mentre ne parlava con un'amica. Per lei chi esce da un classico non ha alcun futuro se non giurisprudenza e davvero non sa perché, al tempo di scegliere la scuola superiore, mio padre abbia tanto insistito per farmi prendere quella strada.

La prima battaglia: Mio padre
Mio padre: laureato in medicina con alle spalle anche due specializzazioni. Qualcuno che dovrebbe saperne insomma. Eppure dopo i mesi che ho passato nei dubbi solo oggi sono riuscita a farmi dare tutto il suo pensiero a riguardo... ormai troppo tardi.
L'unica volta in cui seriamente ne abbiamo parlato e in cui ho esposto la mia decisione di fare medicina sono stata trattata come una bambina a cui non si devono spiegazioni come se non potesse comprendere. Non fare medicina: non un divieto, un consiglio così netto e dato con un tono così duro che nessuno avrebbe scelto al mio posto quella facoltà se non per una forte determinazione ed un violento desiderio di ripicca. Ammetto che è subentrata anche quella nella scelta, a ripensarci me ne convinco.
Questa sera la scena è stata simile, sebbene fino ad ora l'argomento sia stato sorvolato o evitato accuratamente da tutti meno che da mio fratello che non ringrazierò mai abbastanza per avere sempre fatto da intermediario.
Premettendo che di per sé non è stata una giornata allegra dopo le notizie ricevute sui test d'ammissione e dopo il tentativo di studio prolungato, quando a cena è saltata fuori una battuta di mio padre sul mio futuro da giornalista, suscettibile riguardo questo argomento sono scattata con una risposta piuttosto decisa se non nelle ultime parole per la voce rotta dalle lacrime che stavano arrivando, come sempre capita quando mi agito per la rabbia.
Detesta quando piango, mi ha sempre disprezzata quando lo facevo e continua a farlo anche ora. Non capisce che non sono per forza segno di debolezza, non capisce che è un segno della mia ribellione a lui, un senso così forte di determinazione nei suoi confronti da smuovere quello che in me c'è di più profondo?
Evidentemente no, perchè basta che mi si spezzi la voce che partono gli insulti, gli incoraggiamenti a piangere come un'immatura bambinetta con cui non si può parlare.
Evidentemente è lui l'unico a non comprendere, perchè se io me ne vado immediatamente per non litigarci, mia madre e mio fratello spesso non stanno zitti nei suoi confronti, sottolineando il suo modo di comportarsi scorretto verso di me.

Lo scontro di sangue
Questo l'incipit. Potrei parlare della discussione a tre che hanno avuto e che stando esattamente al piano di sopra mi è arrivata come uni scoppio confuso di voci concitate.
Potrei parlare meglio di quella a due che hanno avuto mio padre e mio fratello. Questa sono riuscita ad apprenderla a  tratti da quando si sono spostati in corridoio. Non avrei messo l'orecchio sulla porta per origliare se quelle cose, che mio padre spiegava con tanto animo a mio fratello, non avessero dovuto essere indirizzate a me.  Non è mai riuscito a dirmele così le cose.... non a me.
Mi chiedo spesso perchè con mio padre ci sia questo strano rapporto, così simile all'odio-amore, che non ci permette di vivere tra noi pacifici a lungo. A volte sembra quasi che non ci sia un rapporto tanta è la freddezza dei modi tra noi. Ma in tutto questo atteggiamento non può non ricordarmi così bene me stessa.
Siamo così simili da non riuscire a convivere.
Finita la loro conversazione mio fratello è venuto in camera mia e pazientemente mi ha spiegato alcune cose, molte delle quali ero ancora troppo agitata per riprendere in mano con calma razionalità, forse invasa dalla furia della mia battaglia.
Ovviamente mio padre, nella stanza a fianco, stava ascoltando tutto esattamente come avevo fatto io poco prima con loro. Tra noi è sempre così, ci serve un messaggero che putroppo in qualche modo deve subire il caratteraccio di entrambi.
Ed esattamente come accade a me quando sento qualcosa che mi fa scattare e non riescono a fermarmi, anche lui è entrato in camera mia di colpo, nel mezzo del nostro ragionamento.
Se l'entrata è stata brusca le sue parole, però, non lo sono state, stemperate dall'affanno di quelle già riversate a mio fratello.

L'esito
Mi ha spiegato tutto: il suo non volere condizionarmi, ma il suo semplice ammonirmi sulle difficoltà, il suo semplice ostacolarmi per  il mio bene, sperando sempre di venire smentito dalle mie azioni e dai fatti. Si è dichiarato il più felice dei padri, qualora passassi  il test di medicina.
Ma il suo messaggio è stato chiaro: non importa quale laurea io scelga di seguire, l'importante è che la porti a termine brevemente per avere qualcosa tra le mani di concreto per poi concedermi il lusso di sfidare la mia determinazione con cose più impegnative come medicina. Non mi ha posto limiti di tempo, né di denaro, vuole solo che mi goda la vita finchè posso farlo, scegliendo vie più semplici che diano modesti ma sicuri risultati per poi decidere razionalmente e senza fretta cosa farne del tempo che mi resta.
Se solo mi avesse detto tutto da subito forse non avrei tentennato scegliendo in alcuni casi in modo sconveniente, ed avrei seguito il suo consiglio,
E forse parte di quello che mi ha detto di me è proprio vero: sono ancora così incerta su me stessa, forse proprio per il percorso di studi così vario che mi è passato tra le mani.
Ma non è ancora il tempo di pentirsi di niente. Posso pentirmi solo per le scelte che ho fatto quali misure di sicurezza nel caso i miei piani venissero scombinati.
Non avrò grossa preparazione in campo scientifico dopo un liceo classico, è vero, ma mi porto dietro un piccolo tesoro:
uno spirito di adattamento al caso e numerose risorse.


[On Air: Don't cry dei Guns 'N Roses

appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, antiche memorie, amaro in bocca, tears in heaven, duelli, universistando
martedì, 31 luglio 2007,ore 01:20

Il mio piede vacilla nel posarsi su un suolo sconnesso, minato da improvvisi cambiamenti con profonde radici.
Ho sottovalutato tante, troppe cose, ed ora pago.
Guardo avanti e tendo le mani nel buio come chi ha solo da guadagnarci nell'offrire la propria dipendenza all'ignoto celato nelle tenebre. Coraggio incosciente o forse remota disperazione?
Il mio cuore si finge morto, calato in una bara silenziosa, un palpito ogni tanto come a cercare di divincolarsi. Ma per ora non ce la fa, non ha terreno a cui aggrapparsi, non ha materia prima su cui costruire se non una lontana speranza.
E forse è vero che è meglio soffrire per colpa di un altro piuttosto che per colpa di se stessi.
Non posso odiare me stessa, voglio odiare qualcun altro per avermi privata del suo calore, piuttosto che riversare le lacrime che io ho suscitato nella mia incapacità di amare.
Una volta era così semplice, quando non avevo esperienze, quando non avevo bei ricordi con cui confrontarmi. Bei ricordi estrapolati da quelli negativi che troneggiavano e che hanno spinto alla rottura. Grazie al cielo c'è qualcuno che ogni tanto riesce a non farmi rimpiangere ciò che ho fatto mostrandomi la realtà dei fatti.
Non è la paura di perdermi, ma è la paura di non riuscire a perdermi di nuovo, a frenarmi.
E' la paura che possa ricapitarmi dieci, cento, mille volte quella strana sensazione del risveglio dall'infatuazione in cui non mi rimane nient'altro che un vuoto dentro e poche parole sulla bocca, le stesse di questa canzone:

I don't love you, like I loved you yesterday.


appuntato da ShinyRose
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categoria : antiche memorie, anomali comportamenti, moment of being
domenica, 08 luglio 2007,ore 11:09

Una nuova consapevolezza che sta pian piano facendosi strada dentro di me. Da qui in poi non c'è niente di assicurato, dovrò lottare per tutto, anche semplicemente per seguire il percorso di studi che preferisco.
Non che fino ad adesso sia stato una passeggiata, ma lo ritengo un buon trampolino di lancio per il tuffo di testa nel mondo universitario e chissà anche in quello lavorativo.
Ma da ora in poi non sarà un andare avanti sempre e comunque nel bene o nel male, ma sarà una scalata in cui dovrò assolutamente contare su di me, nonostante stia ancora imparando ad avere ambizioni, a ritrovare una fiducia in me stessa. E' brutto quando anche la scuola ce la mette tutta per toglierti gli stimoli.

Ma ora basta, so che ce la posso fare e per ora è meglio che mi riposi prima del grande salto.
Ieri anche l'orale è andato. Per quanto riguarda la tensione, questa si è sciolta subito, tra i sorrisi di alcuni professori e la smorfia indifferente di altri. In quel momento mi sono accorta come nessuno lì volesse il mio male e la mia ostilità potesse essere al massimo  indirizzata contro le materie.
Fin troppo bene la tesina e poi con calma i vari colloqui nelle varie discipline in cui me la sono cavata con un po' di funambolismo.
Non saprei attribuirmi un punteggio, ma non mi interessa e sicuramente quello reale sarà diverso.

Ripenso invece alla sensazione di vuoto che mi ha colpito quando sono uscita dall'aula. Niente più per cui lottare tra quelle quattro mura che improvvisamente sono diventate prive di significato ai miei occhi.
E' stato un risveglio da un mondo, quello liceale, le cui pareti sono in realtà formate da una rete invisibile di emozioni contrastanti e di tensione. Uscirne significa  perdere il contatto con quella fitta trama, liberare la propria carica energetica dal muro di pulsioni studentesche, come sfilare il filo da un maglione senza romperlo, recidendo con un colpo di forbici netto la propria appartenenza a quel luogo.

Pian piano il vuoto si sta trasformando in leggerezza, completamente assaporata ieri sera. Eppure i sogni parlano e parlano in un infinito sussurro di fondo dandomi le visioni delle mie paure e dei miei desideri.
Mi sono svegliata con la pessima sensazione di dovere studiare tantissimo sapendo di non avere tempo. Poi mi sono resa conto che è tutto finito, che ora posso godermi il meritato riposo. Ma ne sarò capace? Credo che ci metterò un attimo a comprendere un passaggio così drastico dallo studio costante ed intenso al più puro ozio e piacere.

Gli altri desideri e paure, per quanto spesso espressi indirettamente tra queste pagine, mi appartengono.
Concludo dicendo che potere parlare del proprio blog alla commissione il giorno dei propri orali è stata davvero una grossa soddisfazione.

Spiccando lentamente il mio volo sorrido

appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, previsioni del tempo, antiche memorie, sensazioni di un attimo, sorrido, giornate di sole, duelli
venerdì, 06 luglio 2007,ore 00:17

Hai paura, bambina?
Un po'.
Dai, lo sai anche tu che nonostante tutto andrà bene e poi sarà solo un brutto ricordo, una nuova tappa raggiunta, un trofeo in più da mettere nella tua bacheca privata di onori.

Andrà e sarà già tanto.
Piccolina non ti spaventare. E' vero sei stanca ed il ripasso non sta dando grossi frutti, ma hai studiato, quindi non ti preoccupare, salterà tutto fuori al momento giusto. E pensa: dopo ti sentirai leggera come da tempo non facevi.
E se non mi sentissi poi così leggera dopo?
Cosa ti turba, piccola mia?
Il futuro...
Cosa c'è di tanto spaventoso nel futuro? Sai bene che quando avevamo timore di periodi particolarmente oscuri o densi di avvenimenti sembrava impossibile uscirne, ed invece ce l'abbiamo sempre fatta senza grosse difficoltà.
Ne sei così certa? Non ricordi? Hai dimenticato gennaio? L'avevo predetto e si è avverato...
Non ho dimenticato sai? E forse sei stata tu a condizionarci entrambe. Ma doveva andare così evidentemente, ho trovato la forza per quell'ultima battaglia.
E che ne sarà del futuro? Saremo sole, non permetti a nessuno di avvicinarci.
Lo faccio per il nostro bene. Il passato ci insegna che è più facile farsi male che essere felici con altri.
Eppure, sai, incomincio a sentirmi strana, di nuovo.... e so che a volte verrebbe da cedere anche a te, da abbandonare quell'armatura pesante, tornando semplice donna, non una combattente.
Credi che non si debba combattere per  ogni singolo istante della nostra vita, anche per la propria felicità?
E' solo che vedi tutto come ostile, dovresti lasciarci avvicinare un po' di più.
E' che non mi piace vederti soffrire, tutto qui.
...
Ma vedrai che quando arriverà il momento, o la persona, non saprò resistere nemmeno io. Il mio scudo non è infrangibile e nemmeno il mio cuore.
Ricordo l'ultima volta che mi hai lasciata sola.  Sei tornata dopo tanto. Ma ti confesso che non mi sei mancata: stavo bene, finalmente, dopo tanto...
Sono tornata per la tua previsione... l'hai detto tu, no? Ti stavi logorando per la distanza, non stavi bene ed era tutto cambiato.
Hai ragione, in fondo.
Ma ora non preoccuparti di questa grande incognita che è il futuro. Si risolverà tutto, con calma, senza fertta. Una cosa alla volta, no?
Sì, e ti dimostrerò che presto non dovrai più proteggermi, sarà qualcun altro a farlo per tutte e due.
Lo spero davvero, piccola mia, lo spero con tutta me stessa.

appuntato da ShinyRose
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categoria : alter ego, deliri quotidiani, antiche memorie, anomali comportamenti, minerva e vittoria
lunedì, 11 giugno 2007,ore 00:12

E capita che la sera, quando sei stanco, talvolta ripassi il treno dei ricordi e ti investa, travolgendoti in pieno.
Allora te ne devi stare fermo, aspettando che passi, perchè sai di non potere nulla contro la forza dei ricordi.
Spesso arrivano senza alcun senso, nei momenti in cui proprio non ti servono a niente.
E' la stanchezza che ti frega, derubandoti di alcune lacrime, altrimenti guarderesti passare quei vagoni senza emettere verso.
Le situazioni più assurde sono quelle in cui ti mancano i momenti, non le persone, e magari i momenti più tristi o duri, quelli nei quali hai lasciato un pezzo di cuore. Forse lo rivuoi semplicemente indietro, o forse invece aspetti altri momenti simili, in cui qualcosa riesca a costringerti ad un gesto simile, scuotendoti da capo a piedi, facendoti sentire quella scossa vitale.
E ora? Ora ti senti al contrario come un burattino inerte, abbandonato a se stesso, senza la forza di proseguire, o senza la voglia, senza uno scopo.
E' tanto semplice vivere per gli altri, vero? Trovare un motivo per se stessi, invece sembra così difficile, forse impossibile. No, impossibile non lo è... eppure.
E' più difficile trovare un motivo o una persona?
E mentre la vita scorre ed attendi di avere una risposta alla domanda, ti rifugi nel sogno di un romanzo, trovandoti uguale al protagonista ed emozionandoti per lui, anche se la storia la sai a memoria.
Ripensi all'ultimo periodo e capisci. Capisci che avevi torto, che non basta, che sei umano, che sei uguale a tutti gli altri, ancora una volta.



appuntato da ShinyRose
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categoria : deliri quotidiani, antiche memorie, sensazioni di un attimo, tears in heaven
venerdì, 08 giugno 2007,ore 17:04

Dopo 5 anni passati in questa scuola è anche giusto che lasci un messaggio a coloro che verranno.
Ed è esattamente quello che ho fatto oggi, appponendo una piccola nota alla bacheca di scuola...



appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, deliri quotidiani, previsioni del tempo, frivolezza, antiche memorie, sorrido
giovedì, 07 giugno 2007,ore 22:00

Ci siamo.... E' ARRIVATO.
Ebbene sì, abbiamo raggiunto anche l'ultimo giorno di questo odiato ed amato liceo.
5 anni di fatica in una crescita non sempre evidente, soprattutto agli occhi altrui. Una lotta continua per una reputazione disconosciuta fuori dal classico.

E lo scrivo lo stesso questo post, anche se porta sfiga prima degli esami. In fondo non ho mai veramente creduto nella fortuna, fortunae.  Piuttosto in una tyche fatta di cause e conseguenze dove tutto ciò che fai porta a determinate cose.
Per questo mi trovo qui tra computer e libri a scrivere una tesina che ha faticato un po' ad uscire ed ancora è in fase di decollo.  Dopo anni che scrivo un blog parlando dei miei tormenti era giusto che scegliessi qualcosa di consono, e così è stato. La silenziosa Musa che accompagna questo mio percorso mi ha dato ancora una volta l'illuminazione sussurrandomi l'oggetto che da tempo è nei miei studi e porto con me, ma di cui non riuscivo forse a vedere la forma.
Una lotta, uno scontro, un contrasto interiore, quello che ti divide in una, dieci, mille parti lasciandoti poi quel senso di vuota spossatezza anche chiamata depressione. "I contrasti interiori dell'uomo" sono quindi saltati fuori così da soli, ora non spetta che a me portarli avanti degnamente.

Tesina a parte è strano pensare che a 14 anni sono entrata in questa scuola, spaurita ed ignara di quello che sarebbe stato il mio futuro. Oggi, a 19 anni, provo una sensazione simile pensando all'Università e forse sono ancora più spaurita di allora.
Ma guardo indietro sorridendo; non sapevo quali sarebbero state le difficoltà da affrontare, forse potevo solo lontanamente immaginarle eppure le ho superate quasi tutte, manca l'ultima.

Probabilmente sentirò la mancanza di tutto il liceo e dimenticherò ciò che ho odiato di questi cinque anni, compresa la natura della mia classe che Classe non ho mai chiamato.
Eppure si sente quella complicità nell'aria, ora, forse un po' tardi, ma c'è. O forse non ci sarà mai, è solo illusione, solidarietà prima degli esami che bene o male ci coinvolgono tutte.
Anche molti professori riacquistano un'umanità in parte persa da tempo, scendendo dal loro trono e accostandosi ai comuni mortali. Non tutti, ovvio. Ma forse dev'essere così, deve rimanere per forza l'immagine costruita negli anni di alcuni di loro che si tengono stretta gelosamente quella maschera severa e cruda.
Un sorriso e quelli li si ricorda con ancora più divertimento, soprattutto riguardando quelle poche foto strappate alla loro impeccabile e professionale serietà.



appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, previsioni del tempo, antiche memorie, sorrido
martedì, 08 maggio 2007,ore 23:25

A volte le persone che ti sono accanto ti sorprendono così tanto da farti credere di non averle in realtà mai conosciute davvero...

Compleanno indimenticabile questo... forse ancora più indimenticabile del 18esimo.

Una giornata normalissima, anche troppo se si escludono i soliti e ripetitivi sms di auguri che fanno sorridere, ma niente più. Nemmeno le telefonate nel pomeriggio... solo tanto ma tanto sonno per la notte passata insonne con un gran mal di pancia.
La prospettiva di una serata normalissima tra amiche, cinema e pizza, come facciamo spesso.

Questa volta mi passano a prendere in tre: la Eli, la Sassa e Marty.
Mi presentano il programma della serata: niente cinema, ma si opta per il giro di tutti i locali della città per aperitivi vari finchè non arrivano anche le altre.
E così inizia il tour: prima uno Spritz al Movenbick, poi un Laguna Blu alla Corte del Diavolo dove ci si ferma per cantare una canzone fin troppo nota del passato ("The Reason" degli Hoobastank) con la cannuccia lunghissima del cocktail.
Quindi di nuovo in auto per la prossima tappa ed intanto passa una canzone per radio che mi colpisce e che gli altri conoscono almeno per il ritornello:

"So come on, come on, get it on
Don't know what you're waiting for
Your time is coming don't be late, hey hey
So come on
See the light on your face
Let it shine
Just let it shine
Let it shine.

Stop being so hard on yourself
It's not good for your health
I know that you can change
So clear your head ang come round
You only have to open your eyes
You might just get a big surprise
And it may feel good and you might want to smile, smile, smile."


E poi mi distraggo un attimo e con una scusa stupida do le mani alla mia amica seduta davanti mentre l'altra da dietro improvvisamente mi benda con la sua sciarpa.
Stordita dall'alcool assunto a stomaco vuoto e dallo stupore non oppongo resistenza e lascio che continui ll viaggio in auto senza tentativi di "fuga" o di ribellione alcuna.
Infine arriviamo e mi fanno scendere sempre bendata tra i vari tentativi di farmi andare addosso a piante e  tra i commenti della gente che mi vedeva e divertita commentava qualcosa.

Scale, scale, sempre più su, una porta e poi voci, tante voci, odore di pizza e il legno sotto i miei tacchi: siamo al Lowenbrau, sicuro!
Ma non ci fermiamo, anzi mi invitano a proseguire più rapidamente fino a dun punto del locale dove sento le voci abbassarsi e qualche battito di mani, come l'inizio di applausi.
Finalmente mi viene tolta la sciarpa dagli occhi e lentamente metto a fuoco qualcosa che non avrei mai immaginato di poter trovare davanti a me:
una tavolata da una trentina di persone che mi fissano ridendo.

Rimango per un attimo ferma e confusa senza dire niente e limitandomi ad osservare le persone presenti: amici di famiglia, amici d'infanzia, compagne di scuola, amici del CISV, amici di mio fratello e mio fratello che se la ride compiaciuto.

Ha organizzato tutto lui ed io ancora non riesco a rendermene conto, piangendo commossa per quella enorme sorpresa.
Diffiicle esprimere a parole la serata tra scherzi, risate, riprese, foto, chiacchiere e  regali assurdi che mi hanno fatta davvero ridere.

Aveva ragione in fondo la canzone..... "You only have to open your eyes, you might just get a big surprise and it may feel good and you might want to smile, smile, smile."

[on air: "Shine" by Take That ]



appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, antiche memorie, sorrido, giornate di sole
giovedì, 03 maggio 2007,ore 19:55

Affacciandomi sulla soglia dei 19 mi guardo indietro e rivedo foto di qualche anno fa.
Mi sembra ieri diamine.
E ora mi tornano in mente tutti i momenti in cui ho desiderato che il tempo scorresse, lavandomi le ferite e lasciando solo cicatrici al suo passaggio.
Sono di un grigio chiaro, di un grigio stanco... il tempo è passato seguendo il suo corso e già le cicatrici si fanno notare.
E' assurdo sentirsi così a diciannove anni... mi chiedo se sia normale.
Forse perchè non sono più io quella delle foto. Il colore è svanito dalla mia faccia, anche il mio corpo ne sta risentendo. Come non accorgermene?

E la verità è orribile, sì.... comincio già ad avere paura di invecchiare...
HO PAURA di quello che sarà il domani, niente di certo.
HO PAURA delle scelte definitive che ora mi aspettano, dopo avere atteso tanto a lungo.
HO PAURA di perdere tutto quel poco che mi sono conquistata fino ad ora.
HO PAURA di non riuscire a farcela presentandomi da sola davanti al mondo.
HO PAURA che alla fine riuscirò davvero a distruggermi.

appuntato da ShinyRose
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categoria : previsioni del tempo, flusso, antiche memorie, anomali comportamenti, tears in heaven