Torno a casa da sola.
Strada deserta, venticello patetico, iPod nelle orecchie e testa bassa. Pensieri a mille.
Non sono sola. Occhiata a destra. Ma porca.... le conosco.
Questo è il piano: tiro dritto a testa bassa rallentando il passo quanto mi basta per restare invisibile dietro di loro. Ai cassonetti accelero e le sorpasso, nascosta lì dietro, così che quando potranno riconoscermi di scorcio sarò troppo avanti rispetto a loro e sorda della musica, quindi non tenteranno di fermarmi. Ma soprattutto potrò fare semplicemente finta di non averle viste senza passare per l'antipatica di turno che non saluta.
I cassonetti. Entro in azione.
Maledizione! Il mio metroesessanta non è ancora così invisibile o basso da essere coperto.
Faccio un lungo sospiro, sfilo le cuffie e salgo sul palcoscenico.
La logorrea entra in azione al momento giusto riempiendo i silenzi e imbastendo la conversazione di risatine. Non c'è che dire, me la cavo egregiamente a recitare la parte della simpatica, anche se a volte ho la sensazione che la gente rida solo perchè me l'aspetto.
Se solo sapessero quanto mi costa. Se solo sapessero che, in realtà, io non rido per niente.
Arriviamo al bivio e opto per quella che non è la mia strada ma che sicuramente non prenderanno.
Sia chiaro: non c'è antipatia, non mi hanno fatto niente. Il problema sono io.
Posso continuare il mio dialogo interiore, sentendomi la coscienza sporca, macchiata dalla mia mancanza, dal mio non sforzarmi di essere più socievole. Ma la verità è che io mi sforzo, come posso, ed è proprio lo sforzarsi che non va bene. Stare con altre persone non dovrebbe essere una cosa spontanea?
Riprendo iPod e camminata a testa bassa, finalmente libera di starmene da sola.
Come non detto. Pochi minuti ed incrocio altre due persone, almeno una delle quali incrocerei volentieri in altro momento. In un altro, ma non ora.
Sorriso, battuta mal riuscita, stupida (quando mai, ultimamente). Mi aggrappo disperatamente con unghie e denti ai pochi argomenti che in quei frangenti possano permettermi di comunicare ed impedirmi di tacere come al solito.
Dov'è finita la gente egocentrica che aspetta solo di essere ascoltata, fregandosene poco dell'interazione degli altri?
Grazie al cielo dura poco, poi torno nel mio stato di apatia confusa. Malinconia esaltata dal grigiume di questo cavolo di cielo piovoso. Almeno tu smettila di piangere!
Ah ma io piango poco, almeno ultimamente. Apatia divora tutto, anche il dolore. E' una terribile voragine, un buco nero che rende odiosi al mondo ed allo stesso tempo il mondo odioso.
Scusate, avete qualcosa contro l'apatia?
Solo del Seneca, in piccole dosi, ma è un rimedio all'antica. Potrebbe avere risentito dell'invasione del moderno. Quello, lo sa, è la nostra vera malattia.
Ne è sicura? Rifuggo cellulare, instant messaging di ogni sorta, e-mail e siti per mantenere un qualsiasi rapporto sociale col Mondo.
Hmmm. La sua è una forma grave. Crede sia causata da qualcosa in paticolare?
Oltre a me stessa? Oh, sì, forse.... forse una persona.
Una persona?
Sa quando prova un piatto nuovo e le piace da impazzire? Se fosse per lei non mangerebbe altro... ed il resto è improvvisamente così insipido.
Ha ragione. Ma dopo un po' di tempo la solita minestra stanca. Se è così tornerà presto a sentire tutti i sapori di prima e non le sembreranno più così banali.
Il problema è che non voglio perdere quel sapore unico, non lo voglio perdere mai più.
Anche al costo di una vita?
Forse sì... Non ho mai provato niente così prima d'ora e sono sicura non ci sarà mai niente di vagamente simile a questo nella mia vita.
Nemmeno 20 anni fisicamente, ma già 60 anni, per scelta.
appuntato da ShinyRose
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deliri quotidiani, previsioni del tempo, flusso, sensazioni di un attimo, anomali comportamenti, amaro in bocca