I am unwritten, can't read my mind, I'm undefined
I'm just beginning, the pen's in my hand, ending unplanned
Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find
Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten
(Unwritten di Natasha Bedingfield)
Doveroso postare, o forse ripostare, il testo della canzone che ha accompagnato un mio sogno ad occhi aperti frequente in questi giorni.
Ho sognato di fare un esame orale brillante tanto da strappare al professore di Chimica dei complimenti, oltre a quelli del resto dei presenti. Ovviamente il tutto era accompagnato da questo sottofondo musicale.... un po' come nei film. A chi non capita?
Sembrava impossibile dopo lo scritto realizzarlo, soprattutto dopo avere chiesto un'informazone su un esercizio al prof durante lo svolgimento della prova ed avere ricevuto come risposta un simpatico "Poteva studiare di più".
Un oggi che comincia su un autobus che non riesce ad arrivare nemmeno in centro città per un guasto al motore e che mi costringe a proseguire a piedi fino all'università in compagnia di una giovane donna che mi distrae lungo il tragitto parlando del più e del meno. Incomprensibile come a volte si trovi feeling con persone incontrate per strada, così, nel giro di pochi minuti, in una sorta di strano legame. Potrei cominciare a credere negli angeli custodi se non la vedessi quasi ogni giorno alla fermata del bus.
Un oggi che prosegue interminabile in un'aula del seminterrato di facoltà, insieme ad un compito da 20 con una marea di errori di distrazione e ad una lunga lista di interrogati. L'ansia sale, poi lo stress, mentre cerco di recuperare le ultime forze nel ripasso dagli appunti.
Poi il mio nome e il coraggio di affrontare l'inevitabile si fa sentire. Scaramanzia nel lasciare il libretto rosso sangue nello zaino e poi seduta davanti a Lui e a quel foglio bianco.
Si parte e non mi sento poi tanto impreparata, quelle cose le so tutte. Prima, seconda e terza domanda. Il tempo vola, ma in realtà passa mezzora ed aspetto la domanda successiva, quella su cui sicuramente avrò dei dubbi.
"Signorina le manca una sola cosa. ..."
"Cosa? O__O "
Ridendo "Il libretto."
La sensazione di avere una faccia decisamente ebete per rimanersene lì fermi. Tremo ancora.
La consegna del libretto e la registrazione del mio primo voto universitario che vede il mio voto del compito alzarsi di 6 unità: 26.
Non vedo subito il voto: non me ne importa niente dopo gli sforzi fatti per passarlo. E' quello che ne segue che vale a riscattare tutto, a partire dall'esame di per sé, continuando con il test d'ingresso alla facoltà, indietro fino alla maturità coi suoi incubi fino agli anni di liceo col fantasma della prof di greco e latino.
"Lei sa di più di quello che dimostra."
Torno al posto tremante e quasi vinta dalle lacrime di incredula felicità: non posso permettermelo di fronte a quello che è stato il mio ostacolo per mesi. Mi giro ed è proprio come nel sogno, tutti mi sorridono e mi mostrano il pollice sollevato sorridenti, complimentandosi appena possono.
Ora c'è anche la musica, ma se questo è davvero il mio sogno.... NON SVEGLIATEMI.
appuntato da ShinyRose
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determinazione, sorrido, giornate di sole, duelli, universistando