Mutevole inganno
la "semplice" vita di una "normale" ventenne...

la notte dopo il tramonto delle ANTICHE MEMORIE

Perchè in fondo chi scrive lo fa per essere letto, prima o poi. E meglio se da un estraneo.
chi sono
Sono quella che amo e che spesso non sopporto. Sono ed è già abbastanza, no?
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Mi hanno chiamata: Cla, Clacla, Claudi, Shiny, la Bruja, BBC (BadBlackCat), la strega, la caffeinomane, la Miss, Macedonia girl, SchizoClaudia, Competition girl, Discordia, Cinciallegra, l'attaccapezze, Conniguanti, Ciuchina, Robbe de Padova, la Iena, Sailor Mars, la piratessa ù__§ , Nausicaa, micia, Cla88ica, Luna Invernale.

la Piratessa ù__§ by Zeph


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odi et amo
Non apprezzo : La filosofia insegnata a scuola: mai capita. Imparare le cose mnemonicamente senza capire o ragionare. Chi non prova mai a guardare oltre i propri pregiudizi. Fare le cose che mi vengono imposte ed essere dipendente da qualcosa. Sentirmi in trappola e non potere controllare le mie emozioni e le mie lacrime. Stare male e non capire perchè. Chi deve fare sempre e comunque rumore
Amo : Solitamente i miei amici, nonostante spesso mi isoli da loro. Il CISV occasionalmente, viaggiare, scrivere i miei pensieri ovunque capiti. Le rose bianche e la cioccolata bianca. Ridere e sognare ad occhi aperti. Gli angeli,i gatti neri e gli elfi. Elisabetta di Baviera, colei che il mondo ha chiamato Sissi. La luna, mutevole come me. Il silenzio, la notte e la serenità che questa porta...
What I like
I miei libri : Orgoglio e Pregiudizio (Jane Austen); per i libri in lettura più in basso c'è la mia libreria
I miei film : Kill Bill; Il Signore degli Anelli; Mouline Rouge; Shrek; Il diario di Bridget Jones; Il favoloso mondo di Amelie; L'era glaciale
La mia musica : a seconda del periodo...
Ipse dixit




"e nel mio piccolo mondo, quando chiudo gli occhi, sono una rosa splendente"


"la Vita è una ruota che gira: a volte si guarda il cielo, a volte il terreno..."


"La differenza tra una donna ed una ragazzina: tutte e due cercano spesso di essere l'altra."


"Oh no, non giurare sulla luna, sull'incostante luna che ogni mese si muta a meno che il tuo amore sia altrettanto mutevole."



"In fondo chi scrive lo fa per essere letto, primo o poi. E meglio se da un estraneo."


"Fa bene pensare al passato quando il futuro fa paura, pensare che non possa essere spazzato via per un semplice ed improvviso temporale..."


"Perchè piangere a testa alta è una mia prerogativa..."



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giovedì, 27 settembre 2007,ore 19:36

Continuò a parlarle, anche se lei era voltata di spalle e faceva finta di non ascoltare.
Doveva sempre finire così, con lei che faceva la bambina piccola e preferiva non affrontarlo, sfrontata, preferendo mostrargli quella sua finta indifferenza. Ma lui sapeva fin troppo bene che avrebbe ascoltato ogni sua singola sillaba.
Strinse i pugni, irritato da quell'atteggiamento infantile davanti al quale si era trovato ormai tante volte, e finse anche lui di non essere toccato dal fatto di stare parlando con un muro.
La osservò qualche istante: aveva preso a spostare degli oggetti sulla scrivania in disordine, muovendoli per cercare carte forse. Non gli interessava, come intuiva non interessava nemmeno a lei, troppo vaga e ripetitiva in quei gesti distratti, evidentemente non impegnata.
Quegli attimi di silenzio riempiti solo dal fruscio della carta lo resero ancora più nervoso.

"Dove stiamo andando?" disse allora, spezzando quell'atmosfera tesa con la sua voce grave e seria.
"Da nessuna parte, stiamo qui." rispose lei immediatamente, senza pensarci neppure, con il tono vagamente scocciato di chi sta rivelando un'ovvietà. La detestava quando si comportava così, facendo finta di non capire e trasformandolo, anzi, nell' idiota.  Ormai conosceva bene quella maschera di freddezza che lei si metteva puntualmente per sfuggire alle situazioni in cui si sentiva incastrata, intrappolata in qualcosa che non aveva previsto e da cui, era certa, non sarebbe uscita facilmente. Era così brava a diventare improvvisamente parte dell'arredamento di quella piccola stanza, in cui più volte avevano dormito insieme, uniti da un sentimento così diverso da quello ora presente, o forse ormai così rarefatto da non essere più considerabile presente.
"Dai, hai capito. Mi vuoi dire cosa succede?" tentò ancora, per quanto seccato dalla considerazione che lei non gli stava dando in quel momento, forse ora realmente preoccupato dalla situazione.
Lei tutto d'un tratto si fermò, paralizzando le braccia piegate in avanti a mezz'aria. "Smettila" disse solamente. Eppure quella risposta gelida bastò a farlo balbettare: era bravissima anche a farsi temere.
Sentendolo in difficoltà, nella sua magnanimità di donna (forse strascico di istinto materno ricevuto con la nascita per via del dannatissimo cromosoma X) decise di voltarsi girando sui tacchi per puntargli dritti gli occhi in faccia. "Cosa vuoi da me?" sibilò mentre lo fissava in maniera fredda.

Per un attimo lui credette davvero che a lei non gliene fregasse niente di lui, né di nessun altra persona all'universo se non di se stessa. Credeva di poter dire con sicurezza di non avere incontrato mai persona al mondo più egocentrica di lei; ma la cosa spaventosa era che lo stesso amore che donava alla sua stessa persona, lei, quando voleva, riusciva ad incanalarlo in affetto verso poche altre e mirate persone. Lui stesso aveva provato sulla sua pelle il calore della persona che ora gli sostava gelida di fronte.
"Niente, solo dirti che... beh, ti voglio bene." Spesso non riusciva a capacitarsi che a quella persona corrispondessero atteggiamenti così diametricalmente opposti, quelli di cui solo gli attori professionisti sono capaci nei film. Era terrificante realizzare quanta bravura nella finzione lei impiegasse per allestire certi modi di fare assunti quotidianamente.
Poi ad un tratto, come per fargli un dispetto, lei fece saltare in aria tutte quelle considerazioni che stava facendo nella sua mente: abbassò gli occhi, sorrise e lo avvicinò.
Anche lui sorrise questa volta, andando con le sue braccia a circondarle il corpo sottile, tirandola a sé per abbracciarla. Stranamente non incontrò alcuna resistenza.
Andò a baciarle dolcemente il collo. come sapeva che a lei sarebbe piaciuto, e mentre lei reclinava lentamente la testa all'indietro invitandolo a continuare, lui sorrise ancora, sapendo di avere vinto, per questa volta.

Continuò a poggiare le sue labbra sulla sua pelle calda e morbida, ma solo quando sentì le dita affusolate di lei cingergli il collo con più pressione ebbe chiaro tutto: ancora una volta era riuscita a fargli credere e fare quello che voleva lei.

appuntato da ShinyRose
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categoria : alter ego, versi poesie e brani
venerdì, 21 settembre 2007,ore 18:25

A volte mi capita di leggere i dubbi degli altri sul mio conto attraverso la loro mente. E' come se guardandoli negli occhi riuscissi a captare tutte le parole che passano nel loro cervello, quelle che scivolano giù fino alla bocca o vorrebbero arrivarci, ma non trovano la strada o la bocca non le lascia uscire.
A volte le vedo cadere giù fino al petto dove risiede il cuore, ma nemmeno quelle escono.

Spesso, anzi molto spesso, direi, non faccio niente per aiutare gli altri a sollevarsi da quelle parole, anche intuendole perfettamente, come se fossi stanca di mettermi sempre nelle situazioni degli altri, di fare sempre la parte di quella sensibile.
Si è davvero cattivi quando si sa perfettamente cosa gli altri vorrebbero da te, ma tu non sollevi un dito per far sì che questo accada?
Forse non mi interessa essere perfetta ai loro occhi, anche se mi stanno tanto a cuore. Forse non c'è spazio dentro di me per la mia autostima ed il loro affetto, o almeno non per un affetto completo come quello che mi viene donato.
Vorrei solo capire... capire perchè quando gli altri si schiudono verso di me, dopo poco tempo io tendo a chiudermi o a voltare le spalle. Non ha senso.

Leggo dentro gli altri e mi limito a sorridere, a far correre via i miei occhi dai loro, come un bambino colpevole che non vuole sentire il peso della ciscienza sporca.
Troppe volte mi sento superficiale e sì, anche un po' frivola. Ma questa non sono io... non quella che amo.
Che mi stia davvero conformando a quello che gli altri vedono, pensando dentro di me: "se a loro sta bene così, così sarò"?

Ho bisogno di studiarmi e di osservarmi, ancora una volta, per non diventare quella persona stupida e vuota che sempre temo di diventare.

appuntato da ShinyRose
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categoria : flusso, frivolezza, sensazioni di un attimo, anomali comportamenti
venerdì, 14 settembre 2007,ore 10:47

la nostra eroina ce l'ha fatta! XD

Ebbenesì sono entrata a Chimica e Tecnologie Farmaceutiche della facoltà di Farmacia dell'Università di Padova!!!

Ok, 114esima su 324 non è male... soprattutto quando i posti disponibili sono 190.  Però... però.

Dato l'impegno messo nello studio mi aspettavo di più, potevo dare decisamente di più.
In fondo speravo almeno nella sessantina di punti su 80... ero abbastanza certa delle risposte date.
Ma adesso sono troppo felice per rimuginare su questo e quindi, per una volta CHISSENE!

Posso spuntare un'altra riga dalla casella Wishlist! :D

appuntato da ShinyRose
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categoria : frivolezza, sorrido, giornate di sole, universistando
giovedì, 13 settembre 2007,ore 09:44

Ora nemmeno il riposo dopo la grande battaglia mi è rimasto. Questo vuoto di tempo così insensato ed inutile non mi lascia dormire tormentandomi con incubi di varia natura.
E pensare che forse oggi potrebbe essere il mio ultimo giorno felice, prima di vedermi costretta in una città di cui non mi importa nulla... nulla.
Qual è il sapore dell'esilio dalla propria amata città? Domani potrei saperlo e potrebbe farmi male, tantissimo male.

Il test sembra andato bene, bene come ad altre cento persone che ho sentito dopo la prova. Ma perchè deve essere sempre tutto così dannatamente complicato? Non so nemmeno il numero esatto delle persone che hanno provato. Meglio non sapere, in effetti.
Mi viene da sorridere ascoltando i discorsi dei miei che avrebbero preferito per me giurisprudenza, giornalismo o addirittura qualcosa come lingue orientali.
Ma chi sono loro in fondo per sapere cosa è adatto a me? Mi hanno vista crescere, ma non credo abbiano mai chiesto cosa pensassi, tanto meno letto un mio scritto.
Mi vedono semplicemente non portata per le materie scientifiche, solo perchè porto i segni di un mezzo trauma infantile che mi ha fatto scegliere una via diversa alle superiori.
Io non mi sento portata per nessuna strada, ormai dovrebbe essere chiaro da quel che scrivo. Eppure sto lottando per fare quel che più mi interessa. Nessuno se ne accorge qui dentro?
Ormai lascio che parlino, resto comunque libera di fare ciò che voglio, ed è quanto mi basta. Sono stanca di discorsi incoerenti ed adattabili ad un passato che non c'è più.

Ho faticato per questo test, anche banale, in cui sono andata discretamente quando avrei potuto brillare.
Sono io che non mi accontento od i miei risultati non sono mai pari agli sforzi?

Vedremo domani, tutto sta nel domani, anche questo mio mezzo sorriso, indeciso ed esitante.

appuntato da ShinyRose
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categoria : frivolezza, sensazioni di un attimo, universistando
martedì, 11 settembre 2007,ore 22:18

.... e giochiamocelo.

appuntato da ShinyRose
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categoria : determinazione, tears in heaven, duelli, universistando
domenica, 09 settembre 2007,ore 22:05

Queste note che mi girano in testa. Chissà cosa vogliono... forse solo ronzare ed impedirmi di studiare producendo dolcemente un rumore che mi porta lontano da qui.
Lontana da questa scrivania bianca,  lontana da questa stanzetta che è un po' il mio covo solitario da cui comunico col mondo grazie ad un computer.
Ormai non esco più nemmeno per andare all'Uni e sono lasciata a me stessa ed alla chimica inorganica fatta di letterine, numeretti e segnetti strani, insieme alla chimica organica composta di nomi assurdi che mi ricordano tanto il cartone animato "Siamo fatti così" ed alla biologia con i suoi nuclei, nucleoli e nucleotidi.
Ogni tanto spunta qualche vettore di fisica e tutte quelle formulette strampalate che puoi scrivere in trecentocinquantamila modi diversi ma vogliono dire sempre la stessa cosa, ed in tutto questo, ma non solo, si pianta anche l'amata-odiata matematica, sempre lei,  con i suoi logaritmi studiati nell'arco di un mesetto e poi accantonati, i polinomi impolverati, trigonometria tra alti, bassi, triangoli, coseni, seni, tangenti e tutta l'allegra compagnia.
Loro saranno i miei migliori amici ( ma anche no) fino a mercoledì, il giorno X, la resa dei conti.
Devo combattere contro questo pessimismo cronico che mi bisbiglia malignamente all'orecchio che studiare fino ad ora non mi ha portato frutti ( vedi maturità, vedi test di medicina ed ingegneria).
Appropositodimedicina una cosa l'ho capita: quel che so, so, quel che non so è meglio che non tenti!
Ebbenesì, la sfiga mi perseguita anche nelle crocette.
Domande, pensieri mi frullano per la testa. Dubbi, interrogativi, previsioni che si gonfiano come bolle di sapone e che vorrei scoppiare o soffiare via, ed invece si accumulano attorno a me.
Improvvisamente tutto diventa opprimente e pesante, come questo nodo alla gola, questa angoscia che si agita dentro lo stomaco, la paura di non farcela che riaffiora.
Un respiro, e l'aria che entra dal balcone aperto. Ho di nuovo dei polmoni ed anche se ora solo l'idea di una sigaretta mi fa schifo, non posso non pensare alla pace che la nicotina riesce a darmi, facendomi vedere tutto chiaro e nitido, senza problemi ingigantiti dalla loro ombra inconsistente.
Sarò coraggiosa ancora una volta e andrò avanti.  Non posso fare altro, nemmeno fermare questo cuore che sembra impazzito dalla paura.
Ora, però, non cercherò di divincolarmi dal tuo abbraccio, no, non lo farò.

appuntato da ShinyRose
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categoria : deliri quotidiani, flusso, frivolezza, universistando
giovedì, 06 settembre 2007,ore 21:09

Ancora una volta ascolto l'opinione di chi mi sta attorno e ne rimango profondamente delusa.
Allora mi viene in mente il motivo del mio silenzio, quello che non ho saputo mantenere, confidando nel fatto che la mia felicità bastasse a cancellare le ombre del passato.
Ma agli altri sta davvero a cuore il mio futuro, o sono solo tutti desiderosi di sentirsi ringraziati per i consigli dispensati sulla base di una propria e personale esperienza?

Conto sulle dita chi si fida del mio buon senso e dei miei sentimenti. Trovare chi capisca diventa sempre più difficile.
E' così facile, invece, diventare una pagina di cronaca rosa su cui tutti possono dire la loro. Quante volte è successo?
Farò finta di niente, sorridendo in maniera finta come al solito, ormai sono così brava...
Non mi girerò a commentare le voci, non devo lasciarmi sfiorare da chi proprio non ci arriva, anche se non sono sola ad essere commentata, questa volta. Forse è questo che più mi urta.
E' dannatamente fastidioso non riuscire a comunicare, ma purtroppo accade sempre più frequentemente.

Quello che sento dentro ora è un urlo indistinto di gioia, di rabbia, di emozione che cerca di sgorgare fuori, di raggiungere gli altri, ma non trova la via in questo labirinto muto fatto di occhi che mi fissano.

Ed ora mi basterebbe averlo qui per abbracciarlo e per fare capire, almeno a lui, come mi sia terribilmente mancato in questi cinque mesi.

Ebbene sì, cari spettatori, per una volta l'attrice getta a terra la maschera e mostra la carne nuda del suo viso, la stessa che ora ospita le argentine Immancabili.

appuntato da ShinyRose
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categoria : amaro in bocca, tears in heaven
giovedì, 06 settembre 2007,ore 15:25

Un giorno leggi un libro, ti risvegli, capisci delle cose che da solo non avresti capito e agisci di conseguenza.
Convivi per mesi con la convinzione di avere fatto la cosa giusta e soprattutto di non volere tornare indietro. Ma non esiste un telecomando per dimenticare di punto in bianco qualcosa, soprattutto se ti ha reso veramente felice e se nell'allontanarsi ti ha lasciato molto dolore.

Un giorno arriva qualcuno e ti spiazza, distruggendo tutte quelle certezze, quella sicurezza, quella decisione costruite nei mesi.
Ti senti confuso, strano, inebetito, profondamente incoerente e insulso per avere fatto qualcosa di insensato.
Poi ascolti una canzone e improvvisamente delle parole restituiscono a tutto un senso fin troppo chiaro...

INFINITO
di Raf

Ironia del destino vuole che
io sia ancora qui a pensare a te
e la mia mente flash
ripetuti attimi vissuti con te
è passato tanto tempo ma
tutto è talmente nitido
così chiaro e limpido
sembra ieri.

Ieri avrei voluto leggere i tuoi pensieri
scrutarne ogni piccolo particolare ed evitare di sbagliare
diventare ogni volta l'uomo ideale
ma quel giorno che mai mi scorderò
mi hai detto non so più se ti amo o no
domani partirò sarà più facile dimenticare dimenticare

e adesso che farai
risposi io non so
quel tuo sguardo poi
lo interpretai
come un addio
senza chiedere perchè
da te mi allontanai
ma ignoravo che
in fondo non sarebbe mai finita.

Teso ero a pezzi ma un sorriso in superfice
nascondeva i segni di ogni cicatrice
nessun dettaglio che nel rivederti
potesse svelare quanto ci ero stato male
4 anni scivolati in fretta e tu
mi piaci come sempre forse anche di più
hai detto so che un controsenso
ma l'amore non è razionalità
non si può capire

ore a parlare poi abbiam fatto l'amore
è stato come morire
prima di partire
potrò mai dimenticare dimenticare.

L'infinito lo sai cos'è irraggiungibile
fine o meta che
rincorrerai per tutta la tua vita
ma adesso che farai
adesso io non so
infiniti noi
so solo che non potrà mai finire
mai ovunque tu sarai
ovunque io sarò
non smetteremo mai
se questo è amore è amore infinito.


appuntato da ShinyRose
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categoria : vita vissuta, sensazioni di un attimo, sorrido, anomali comportamenti, versi poesie e brani, giornate di sole
lunedì, 03 settembre 2007,ore 19:09

Indescrivibile. Il duello tra le due si è concluso. ed a colpi di spada Lei, la Debole, ha messo a tacere la Forte guerriera, che s'è dovuta arrendere dopo un'estenuante sfida.
Sarà giusto chiamarla Debole, poi? Non è forse Lei che sfida il mondo senza corazza gettandosi a capofitto nella mischia consapevole di poter essere ferita a morte?  Non è lei che grida al mondo il suo disperato bisogno di sentimenti sfidando tutto e tutti, pure la sua gemella?

Mi ero ripromessa di tacere, ma come si fa a stare zitti quando si vorrebbe urlare?
E' crollato tutto in pochi istanti: le mie certezze, il mio orgoglio, le mie difese.
Le Immancabili lacrime ci sono state, ancora una volta, esprimendo tutto il caos che si riversava dentro di me in colate di lava incadescente. Tutto, tutto è stato distrutto, niente è stato risparmiato.
Da quelle macerie ancora fumanti è riemerso ciò che era stato sepolto con rabbia e fatica, con dolore e sague, con prepotenza e decisione.
Quanto è bastato? Una mezzora, un'ora?
Incostanza il mio secondo nome, e me lo sono cercato tentando di porre la Ragione a dominio di me stessa. Ragione, Orgoglio, Superbia i miei fidi consiglieri. Cosa non ho gettato via oggi... cosa?
E mentre ancora non me ne rendo conto mi sono buttata attraverso questa nuova porta, apertasi davanti a me all'improvviso, in un gesto disperato di chi è al limite, di chi non trova altro di fronte a sé che un muro su cui sbattere la testa.
Nessuno mi promette che durerà, nessuno mi promette che non dovrò soffrire, ma almeno ho di nuovo in mano i dadi e sono pronta per un nuovo lancio. Non dicono forse tutti che è come un gioco?

Scrivo e ripenso a Lei che mi ha permesso questo nuovo sorriso, Lei che mi ricorda tanto quella Nike bianca di marmo che sta sopra la scrivania. E' esile, leggera, non ha che una sottile veste a difenderla dal mondo, non ha testa né inutili braccia ad appensantirla, ma solo due splendide e candide ali che folte la porteranno in alto: Vittoria.
E Vittoria sarà

appuntato da ShinyRose
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categoria : deliri quotidiani, sorrido, anomali comportamenti, giornate di sole, duelli, minerva e vittoria
sabato, 01 settembre 2007,ore 15:15

Eccomi qui pronta a raccontare la mia attuale situazione in termini molto spicci e distaccati lasciando per una volta da parte la mia parte tragica e carica di pathos. Ho bisogno di osservare le cose oggettivamente, non di lamentarmi, cosa che già faccio abbondantemente.

Inizio settembre decisamente intenso, ormai è da diverse settimane che mi sono lentamente immersa nei libri in rpeparazione ai test universitari. La settimana scorsa ho cominciato a seguire dei pre corsi di quattro ore al giorno per la durata di due settimane sulle quattro materie della prova: chimica, biologia, matematica e fisica.
Decisamente troppo poco di per sé, e forse è così proprio per testare l'autonomia dei singoli nel studiare da soli il resto. La cosa più piacevole è stata scoprire dell'esistenza di queste lezioni solo il terzo giorno per puro caso.... del genere "noi te l'avveamo detto che all'Università nessuno ti viene a dire niente".
Bene, sono contenta di averlo scoperto in ritardo, ora sono pronta a leggere sempre tutto quello che è riportato sui siti, senza tralasciare gli angoli più angusti ed improbabili.
Immagino che sia un'ulteriore selezione "naturale" per scremare i futuri studenti, anche se personalmente ci trovo del sadico in tutto questo. Ormai ho capito di cavarmela abbastanza coi siti e di riuscire a trovare quasi sempre quel che cerco, talvolta anche di più; ma se penso a quei poveretti che per motivi vari nella loro vita hanno usato solamente il pc di casa, del quale nessuno in famiglia ha mai saputo molto e che, spesso, è stato solo parte dell'arredamento domestico, beh allora mi chiedo cosa ci sia di corretto nel piazzare delle notizie di non indifferente importanza nelle sezioni più marginali.

Grazie al cielo almeno l'Università, intesa come complesso di strutture, non si è rivelata così dedalea come avrei pensato, forse anche grazie alle precedenti "esplorazioni cognitive" con tanto di guida.
E' così che ho imparato a riconoscere l'edificio del DEI prima ancora di sapere cosa esattamente fosse, è così che il primo giorno dei corsi sono arrivata all'ora giusta, nel posto giusto e per la lezione giusta.
Devo ammettere di avere avuto qualche timore nel salire i gradini della Facoltà di Farmacia, proprio davanti al Dipartimento di Fisica.
Se anche ho esitato in quel momento non ho avuto più dubbi una volta dentro: l'aula 1 non è stata di certo difficile da trovare, così come capire se quelle persone fuori stessero aspettando che iniziasse come me.

Ringrazio anche il mio carattere che mi permette di essere disinvolta e risultare quanto meno "simpatica" di primo impatto. Sarà che riesco sempre a rendermi così amabilmente idiota, sarà che non ho pudore nell'andare a rompere le balle alla gente che se ne sta zitta, ferma ed impalata in una posa di marmo, lanciasse anche sguardi fulminanti attorno a sé.
Chiamatela faccia tosta se volete, ma mi mette disagio rimanere sola in un posto nuovo e così simbolicamente grande come credo appaia a tutti l'Università i primi giorni.
E anche se più avanti sarò costretta a guardare come "concorrenti" le persone che mi hanno circondato durante quelle ore, non posso che sperare che la tensione del giorno non spezzi quei così deboli e superficiali legami che si sono creati. Per lo meno avrò qualcuno da stressare con la mia logorrea pre-esame che come al solito devo riversare su almeno un povero mal capitato. Se poi questa mi dovesse aiutare nel crearmi alleanze, tanto meglio.
Ultimamente parlo e scrivo troppo. Sarà il silenzio che mi concedo per le ore di studio che mi spinge a farlo, non lo so... ho come il bisogno di comunicare e mi sento sempre più impossibilitata nel farlo.

Tornando al mio breve ma intenso calendario, informo i gentili lettori che il 4 settembre avrò il test di medicina, il 5 quello di ingegneria chimica ed il 12 settembre quello di CTF (questa strana sigla: che vorrà mai dire? semplicemente chimica e tecnologie farmaceutiche! :P Aderite anche voi all'iniziativa: mettiamo tutto in sigla perchè fa figo!).
Partiamo da medicina: posti 239 (si sono impegnati per permettere al duecentoquarantesimo di potersi rodere a vita). E' praticamente impossibile per me entrarci e, nonosdtante il mio solito pessimismo, questa volta sono estremamante seria e "neutrale" se mi passate il termine. Perchè? Perchè a quanto pare il numero di iscritti al test, ancora da appurare con certezza, si aggira verso i 3000.
Alla faccia del NaHCO3   (leggasi bicarbonato di sodio), direbbero alcuni, ma io, dall'alto del mio atteggiamento stoico, sorrido e penso "dovevo aspettarmelo".
Non voglio aprire lunghe ed inconcludenti parentesi sul perchè della mia convinzione di essere impreparata e non all'altezza degli altri: so che alla fine risulterei poco credibile e in cerca di complimenti, che non è tra i miei scopi mentre scrivo questo post.

Per quanto riguarda ingegneria chimica, qualcuno si starà chiedendo cosa c'entri io con tale facoltà. Effettivamente è un'ottima domanda che continuo ancora a pormi. Mi serviva un corso di laurea con entrata sicura (ricordo che almeno questo test è solo di verifica delle nozioni, e non vincolante) che potesse prepararmi nelle materie del test d'ingresso e magari mi facesse passare alcuni esami di CTF per cambiare facoltà l'anno dopo.
E termino con CTF (questo sconosciuto corso di laurea che si trova sotto la facoltà di farmacia, specialistica a ciclo unico, quindi 5 anni) che da due anni è a numero chiuso e presenta la bellezza di 190 posti.
Dopo aver sentito che molti, se esclusi da medicina, proveranno anche quello il mio pessimismo mi ha messa in guardia sull'ipotesi di insuccesso. E qui non dirò altro, prima di venire lapidata per la poca fiducia che ripongo nelle mie capacità. Non preoccupatevi: un orgoglio ce l'ho ancora e quando arriverò agli ultimi posti nella graduatoria di medicina mi armerò di una nuova e naturale aggressività che mi permetterà di stare più attenta nel fare il nuovo test.
Altra opzione in caso di insuccesso sarebbe andare a fare CTF a Ferrara dove è allegramente ad accesso libero, cosa che non mi risulta troppo gradita, dato che mi costringerebbe ad una vita da pendolare o fuori sede almeno per un anno.

Concludo il tutto con le maledizioni del caso a:
- l'Università di Padova per avere chiuso praticamente tutte le facoltà che l'anno scorso o quello ancora prima erano a numero aperto, comprese biologia, chimica e molte altre belle cose che avrei potuto fare in alternativa per un anno;
- il mese di agosto per non avermi permesso, con la depressione ed il nervosismo che porta (mia personalissima teoria che probabilmente ho già trattato) di essere più produttiva nello studio;
- l'annata '88 per essere stata così dannatamente popolosa e, in aggiunta a questo, sfigata (altra mia personalissima teoria di cui sono sempre più fortemente convinta). E' incredibile la jella che in special modo gli ottantottini si portano dietro!

Ho finito, ho finito.... incrociate le dita per me

appuntato da ShinyRose
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