Eccomi qui pronta a raccontare la mia attuale situazione in termini molto spicci e distaccati lasciando per una volta da parte la mia parte tragica e carica di pathos. Ho bisogno di osservare le cose oggettivamente, non di lamentarmi, cosa che già faccio abbondantemente.
Inizio settembre decisamente intenso, ormai è da diverse settimane che mi sono lentamente immersa nei libri in rpeparazione ai test universitari. La settimana scorsa ho cominciato a seguire dei pre corsi di quattro ore al giorno per la durata di due settimane sulle quattro materie della prova: chimica, biologia, matematica e fisica.
Decisamente troppo poco di per sé, e forse è così proprio per testare l'autonomia dei singoli nel studiare da soli il resto. La cosa più piacevole è stata scoprire dell'esistenza di queste lezioni solo il terzo giorno per puro caso.... del genere "noi te l'avveamo detto che all'Università nessuno ti viene a dire niente".
Bene, sono contenta di averlo scoperto in ritardo, ora sono pronta a leggere sempre tutto quello che è riportato sui siti, senza tralasciare gli angoli più angusti ed improbabili.
Immagino che sia un'ulteriore selezione "naturale" per scremare i futuri studenti, anche se personalmente ci trovo del sadico in tutto questo. Ormai ho capito di cavarmela abbastanza coi siti e di riuscire a trovare quasi sempre quel che cerco, talvolta anche di più; ma se penso a quei poveretti che per motivi vari nella loro vita hanno usato solamente il pc di casa, del quale nessuno in famiglia ha mai saputo molto e che, spesso, è stato solo parte dell'arredamento domestico, beh allora mi chiedo cosa ci sia di corretto nel piazzare delle notizie di non indifferente importanza nelle sezioni più marginali.
Grazie al cielo almeno l'Università, intesa come complesso di strutture, non si è rivelata così dedalea come avrei pensato, forse anche grazie alle precedenti "esplorazioni cognitive" con tanto di guida.
E' così che ho imparato a riconoscere l'edificio del DEI prima ancora di sapere cosa esattamente fosse, è così che il primo giorno dei corsi sono arrivata all'ora giusta, nel posto giusto e per la lezione giusta.
Devo ammettere di avere avuto qualche timore nel salire i gradini della Facoltà di Farmacia, proprio davanti al Dipartimento di Fisica.
Se anche ho esitato in quel momento non ho avuto più dubbi una volta dentro: l'aula 1 non è stata di certo difficile da trovare, così come capire se quelle persone fuori stessero aspettando che iniziasse come me.
Ringrazio anche il mio carattere che mi permette di essere disinvolta e risultare quanto meno "simpatica" di primo impatto. Sarà che riesco sempre a rendermi così amabilmente idiota, sarà che non ho pudore nell'andare a rompere le balle alla gente che se ne sta zitta, ferma ed impalata in una posa di marmo, lanciasse anche sguardi fulminanti attorno a sé.
Chiamatela faccia tosta se volete, ma mi mette disagio rimanere sola in un posto nuovo e così simbolicamente grande come credo appaia a tutti l'Università i primi giorni.
E anche se più avanti sarò costretta a guardare come "concorrenti" le persone che mi hanno circondato durante quelle ore, non posso che sperare che la tensione del giorno non spezzi quei così deboli e superficiali legami che si sono creati. Per lo meno avrò qualcuno da stressare con la mia logorrea pre-esame che come al solito devo riversare su almeno un povero mal capitato. Se poi questa mi dovesse aiutare nel crearmi alleanze, tanto meglio.
Ultimamente parlo e scrivo troppo. Sarà il silenzio che mi concedo per le ore di studio che mi spinge a farlo, non lo so... ho come il bisogno di comunicare e mi sento sempre più impossibilitata nel farlo.
Tornando al mio breve ma intenso calendario, informo i gentili lettori che il 4 settembre avrò il test di medicina, il 5 quello di ingegneria chimica ed il 12 settembre quello di CTF (questa strana sigla: che vorrà mai dire? semplicemente chimica e tecnologie farmaceutiche! :P Aderite anche voi all'iniziativa: mettiamo tutto in sigla perchè fa figo!).
Partiamo da medicina: posti 239 (si sono impegnati per permettere al duecentoquarantesimo di potersi rodere a vita). E' praticamente impossibile per me entrarci e, nonosdtante il mio solito pessimismo, questa volta sono estremamante seria e "neutrale" se mi passate il termine. Perchè? Perchè a quanto pare il numero di iscritti al test, ancora da appurare con certezza, si aggira verso i 3000.
Alla faccia del NaHCO3 (leggasi bicarbonato di sodio), direbbero alcuni, ma io, dall'alto del mio atteggiamento stoico, sorrido e penso "dovevo aspettarmelo".
Non voglio aprire lunghe ed inconcludenti parentesi sul perchè della mia convinzione di essere impreparata e non all'altezza degli altri: so che alla fine risulterei poco credibile e in cerca di complimenti, che non è tra i miei scopi mentre scrivo questo post.
Per quanto riguarda ingegneria chimica, qualcuno si starà chiedendo cosa c'entri io con tale facoltà. Effettivamente è un'ottima domanda che continuo ancora a pormi. Mi serviva un corso di laurea con entrata sicura (ricordo che almeno questo test è solo di verifica delle nozioni, e non vincolante) che potesse prepararmi nelle materie del test d'ingresso e magari mi facesse passare alcuni esami di CTF per cambiare facoltà l'anno dopo.
E termino con CTF (questo sconosciuto corso di laurea che si trova sotto la facoltà di farmacia, specialistica a ciclo unico, quindi 5 anni) che da due anni è a numero chiuso e presenta la bellezza di 190 posti.
Dopo aver sentito che molti, se esclusi da medicina, proveranno anche quello il mio pessimismo mi ha messa in guardia sull'ipotesi di insuccesso. E qui non dirò altro, prima di venire lapidata per la poca fiducia che ripongo nelle mie capacità. Non preoccupatevi: un orgoglio ce l'ho ancora e quando arriverò agli ultimi posti nella graduatoria di medicina mi armerò di una nuova e naturale aggressività che mi permetterà di stare più attenta nel fare il nuovo test.
Altra opzione in caso di insuccesso sarebbe andare a fare CTF a Ferrara dove è allegramente ad accesso libero, cosa che non mi risulta troppo gradita, dato che mi costringerebbe ad una vita da pendolare o fuori sede almeno per un anno.
Concludo il tutto con le maledizioni del caso a:
- l'Università di Padova per avere chiuso praticamente tutte le facoltà che l'anno scorso o quello ancora prima erano a numero aperto, comprese biologia, chimica e molte altre belle cose che avrei potuto fare in alternativa per un anno;
- il mese di agosto per non avermi permesso, con la depressione ed il nervosismo che porta (mia personalissima teoria che probabilmente ho già trattato) di essere più produttiva nello studio;
- l'annata '88 per essere stata così dannatamente popolosa e, in aggiunta a questo, sfigata (altra mia personalissima teoria di cui sono sempre più fortemente convinta). E' incredibile la jella che in special modo gli ottantottini si portano dietro!
Ho finito, ho finito.... incrociate le dita per me
appuntato da ShinyRose
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