Piango, piango rileggendo i vecchi post, i primi che questo blog raccoglie...
piango per come ero, per il dolore di allora che mi risfiora, risale in superficie, mai del tutto dimenticato.
E le tremende nemiche che allora mi accompagnavano, infestando il mio pensiero, tornano a sfiorare il mio viso, i miei occhi.
Rivedo il ripiego, l'altra me stessa felice, cercata ed infine trovata in una maschera di porcellana, la stessa che prese potere su di me, rubandomi ciò che era mio.
La maschera ora c'è ancora, ma giace lì in disparte, tra i ricordi tessuti tra le tele di ragno, impolverati.
Mi fissa. Sembra rammentarmi il suo ruolo essenziale, ma non posso che voltarmi e tentare di non ascoltare il suo canto di sirena che rimbomba nella testa.
Ma altri pensieri passati mi travolgono, senza lasciarmi tregua. Il desiderio di non provare più niente, per enssuno, di divenire invulnerabile a tutto e tutti, divenendo unica regina di me stessa, padrona dei miei sentimenti, così da non soffrire più per nessuno, nemmeno per me stessa.
Ed infine il desiderio realizzato, fin troppo bene, tanto da rapire i miei sentimenti e rinchiuderli in una prigione.
Da lì tutto ancora peggio: l'apatia, quella vera, quella che mi ha seguita ovunque, tanto da non lasciarmi tregua, mai, nemmeno di sera, nè di notte, soprendendomi con quegli attacchi d'ansia, togliendomi il fiato, stringendomi il petto, strozzandomi il collo con le sue viscide mani.
Diventare infine una bambola di pezza, impassibile a tutto, perfino alle cose che prima mi facevano stare bene. Nessun sentimento, nessuna gioia. Solo carne ed ossa, niente più.
La paura di crollare sotto il peso di tutto questo che rodeva l'anima, a poco a poco, lasciando il vuoto, un buco nero pauroso.
Vedere la fine non con orrore, ma come qualcosa di normale, ed attenderla senza una piega, senza paura, quasi sfidandola in attimi di follia.
E poi quella muta speranza rivelata da qualche frase, da qualche scritta, da qualche sogno... il tentativo di reprimere anche quell'ultimo filo di vividità. Ed il fallimento anche in questo.
Ed ora il presente, totalmente diverso. Guardo indietro piango e rido.
E' tutto finito per ora. Infine qualcuno è venuto a salvarmi, ha sentito il mio grido disperato.
Non più anormale, non più stupida, non più orribile, non più incapace... dopo anni di sottomissione a questa realtà di pensiero.
Piango ancora, di gioia, perchè sono stata salvata: sono sveglia dopo un interminabile incubo.
appuntato da ShinyRose
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flusso, antiche memorie, sensazioni di un attimo, sorrido