venerdì, 11 agosto 2006,ore 17:56
4 agosto 2006
Straniera nel mio Paese, straniera nella mia città, straniera nella mia casa. Questa la sensazione provata al mio rientro a casa dopo ben 34 giorni passati lontano da qui.
Rivedo tutte quelle facce nella mia mente così come nelle foto….e piango e rido ricordando tutti i meravigliosi momenti del campo. Rivivo tutti i singoli addii dopo la sua fine, più o meno dolorosi, e ora mi sento sola. E’ normale dopo aver passato un mese costantemente circondata da persone amiche.
Internet non funziona e se questo mi permette di ripensare e scrivere questo che sto scrivendo, non mi permette di contattare chi mi manca ora.
La scatola dei ricordi si sta riempiendo, ma presto la chiuderò e penserò solo all’anno prossimo e alla riunione del campo, perché so che ci sarà, in Egitto. Mi sento come una foglia trasportata da un torrente, che si lascia scorrere via, ripensando alla sua primavera verdeggiante. Non mi resta che buttare giù il più possibile prima di perdere le sensazioni provate… i ricordi.
L’ULTIMO GIORNO DI CAMPO
L’ultimo giorno, il più bello, il più duro… Tutti i materassi messi a terra nella common room… intorno a me c’è disordine, caos, lo stesso che è dentro l’animo di tutti nell’ora dell’addio…
Il lungo scrivere messaggi a 30 persone, così difficile in un momento simile… Il non resistere e leggerli tutti prima della partenza tutti d’un fiato perché potresti avere cose da dire a qualcuno e non più l’occasione per farlo.
Scoppiare a piangere e non trovare le parole per ringraziare, per parlare, per trasmettere i sentimenti. Ritrovarsi in cucina a mangiare con gli altri in piena notte, come fatto durante tutto il campo.
Scherzare, ridere e assistere con disgusto alla “Snoring jelly competition” e abbracciare chi ti sta attorno, solo per il bisogno di farlo.. Stare tutta la notte alzati, una notte passata troppo velocemente e l’odiosa mattina con i primi saluti.
Provare la sensazione più strana al mondo: piangere e ridere contemporaneamente, tristezza e gioia che si incontrano, entrano in contatto, si mescolano, si fondono in un unico magma indistinto che si può percepire solo come un’emozione fortissima, una dimensione dove positivo e negativo vengono azzerati.
E lentamente la stanchezza che cala su tutti, insieme alle lacrime, e fa dimenticare le sensazioni, assopire i sensi, fino a calarti nel sonno.

appuntato da ShinyRose
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vita vissuta, flusso