E' incredibile come delle parole possano far male ad una persona, ben più chiare e taglienti delle azioni, sottili lame che penetrano mirando dritte al centro del cuore per sgretolare lentamente l'animo. Una parola di troppo e null'altro servirà da dire, impossibile trovare altra sostituta riparatrice.
E così crudelmente mi concedo al loro incantevole gioco, letale e crudele come lento veleno. Ed è così che faccio quando, passati i giorni più neri, torno a sorridere di un sorriso sadico, superbo, quello di chi, intoccabile nell'animo, osserva gli altri dall'alto, sferzando in volto e a volte trapassando il cuore di chi lo circonda, spietata verso tutti, a stento talvolta contenuta per pietà o ferreo controllo razionale.
Eppure deve ancora arrivare chi, invulnerabile al mio dire, schiverà le mille sciabole e con il suo fioretto mi squarcerà il petto rivelando il mio cuore sanguinante, aprendolo a tutti.
Anche adesso è lì, chiuso in sè stesso, circondato dalle sue spine protettive, che solo qualche stilla di sangue fa trasudare alle mie stesse stoccate, lento dolore indelebile che fuoriuscendo in superficie va a formare nuova spina....
IL VAMPIRO
O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio cuore gemente:
o tu, che come un branco di demoni, venisti, folle e ornatissima,
a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno
- infame cui sono legato come il forzato alla catena,
come il giocatore testardo al gioco, come l'ubbriaco alla bottiglia,
come i vermi alla carogna - maledetta, sii tu maledetta!
Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la libertà,
ho detto al perfido veleno di venire in soccorso della mia vigliaccheria.
Ahimè, che il veleno e la lama m'hanno disdegnato, e m'hanno detto:
"Tu non sei degno di venir sottratto alla tua maledetta schiavitù,
imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero,
i tuoi baci risusciterebbero il cadavere del tuo vampiro."
Baudelaire